GEAPRESS – Cento uomini del Corpo forestale dello Stato del Comando Regionale della Toscana sono impegnati, dall’alba di questa mattina, nelle perquisizioni per l’inchiesta partita dalla Procura di Firenze sulla TAV.

Trentuno indagati, fra questi funzionari pubblici e dirigenti delle ferrovie. I reati contestati vanno dalla truffa ai danni della Pubblica Amministrazione, alla corruzione, alla gestione abusiva dei rifiuti e all’associazione a delinquere.

L’indagine, partita nel 2010 grazie ad alcuni accertamenti svolti dal personale del Corpo forestale dello Stato, ha fatto emergere quello che apparirebbe come un consistente traffico di rifiuti speciali, smaltiti illegalmente. Poi l’ipotesi di truffa ai danni della Rete Ferroviaria Italiana, oltre a quella di infiltrazioni mafiose.

In particolare si tratta di rifiuti derivanti dalle perforazioni avvenute sullo snodo dei lavori dell’alta velocità nei pressi di Firenze, nel tratto interessato dagli interventi infrastrutturali previsti per la realizzazione della linea Alta Velocità/Alta Capacità Milano-Napoli.

Migliaia di tonnellate di rifiuti sarebbero state smaltite abusivamente. Dagli accertamenti svolti su incarico della Procura di Firenze è emerso che l’attività di smaltimento verrebbe gestita attraverso una precisa ed organizzata regia. I vertici di una importante società di settore avrebbero fornito indicazioni e direttive ad altre ditte minori che sarebbero coinvolte nel traffico illecito. Per tale motivo, secondo l’ipotesi investigativa, la Rete Ferroviaria Italiana pagava gli elevati costi di smaltimento alle ditte, ma in realtà i rifiuti non seguivano la corretta procedura prevista dalla normativa vigente. In tal maniera si sarebbe creato  un indebito profitto a favore delle varie ditte interessate.

Dal punto di vista ambientale, informa il Corpo Forestale dello Stato, la gravità del reato consisterebbe nel fatto che i suddetti materiali (soprattutto i fanghi) sarebbero addirittura stati scaricati direttamente nella falda acquifera posta nelle vicinanze dei lavori con il rischio di contaminazione della stessa e del suolo.

Le perquisizioni, svolte sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Firenze, hanno visto impegnati gli uomini del Corpo forestale dello Stato presso alcune società in provincia di Firenze e Prato, nonché in altre città italiane come Brescia. In particolare i Forestali sono intervenuti su una ventina di siti, sequestrando fascicoli e  documentazione informatica.

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