GEAPRESS – E’ scoraggiante constatare come la protezione della natura sia sempre meno nei pensieri di chi ci amministra. E quelle rare volte in cui questo accade, spesso, è proprio l’ambiente a rimetterci. E’ questo il caso della Regione Abruzzo, dove si stanno discutendo alcune modifiche alla legge istitutiva del Parco Regionale Sirente -Velino che porterebbero una ferita “grigia e cementata” proprio nel cuore dell’area protetta.

Oggi e domani, infatti, il Consiglio Regionale è stato convocato per discutere un taglio di aree protette che riguarda sia il Parco Regionale Sirente -Velino che la Riserva del Borsacchio, uno dei pochi tratti costieri non cementificati dell’intera regione Abruzzo. Un taglio che ha fatto lanciare l’allarme rosso da parte degli ambientalisti.

Il Parco Regionale Sirente -Velino potrebbe vedersi escludere dai confini migliaia di ettari di preziosa Natura (vedi foto, in rosso l’area che si vuole tagliare). Verrebbero tagliate addirittura alcune tra le aree più note a livello nazionale come gran parte dei Piani di Pezza, Campo Felice e, incredibile a dirsi, anche lo stesso Altipiano delle Rocche, cuore pulsante del Parco. Si parla di alcune delle aree più belle dell’Appennino regno di orsi, lupi e aquile reali.

Un colpo al cuore dei parchi” commentano le associazioni ambientaliste WWF, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU, ALTURA e del Comitato Riserva del Borsacchio “che rischia di fare dell’Abruzzo la Regione degli ex-Parchi. I due progetti di legge in discussione” denunciano le associazioni “potrebbero segnare un cambio di rotta in senso negativo nella politica di conservazione del territorio.”

Il livello “scientifico” della proposta, secondo le Associazioni, è tale che i Piani di Pezza, altopiano carsico immacolato che costituisce un’unità paesaggistica unica, sarebbero per metà dentro e per metà fuori dal Parco!

Ma forse – dichiarano le Associazioni – l’emendamento alla legge istitutiva del Parco, avanzato dal Presidente della II Commissione e membro della maggioranza Ricciuti, di scientifico ha solo la capacità di ritagliare proprio quelle aree dove da tempo vengono avanzate nuove proposte per la cementificazione e per la realizzazione di infrastrutture.”

Da notare, poi, come all’interno dei confini del Parco rimarrebbero i centri abitati di Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo. Quindi sarebbero proprio i terreni naturali e, ovviamente non cementificati, a rimanere fuori dall’area protetta.

Anche per quanto riguarda la proposta di ridurre o addirittura eliminare completamente la Riserva naturale regionale del Borsacchio, secondo le Associazioni, si tratta di favorire ipotesi di cementificazione dei terreni che avrebbero spazio in caso di riduzione dell’area protetta.

Oggi alle 16.00 i cittadini, i rappresentanti delle associazioni e i comitati saranno presenti in Consiglio Regionale per richiedere ai consiglieri una marcia indietro su entrambi i provvedimenti. Una certezza, dunque, se gli amministratori proseguiranno nei loro propositi sarà dura battaglia.

Le forze politiche e gli amministratori -concludono le Associazioni – sono chiamati a tutelare gli interessi di tutti a scapito di quelli di pochi e non viceversa. Il sacco e il consumo del territorio con l’aggressione al paesaggio hanno dimostrato tutti i loro limiti con alluvioni, frane e perdita di economia, anche turistica. Non si possono ripetere gli errori fatti nel passato.”

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