massimiliano rocco
GEAPRESS – Un rapporto dettagliato sullo status dell’orso bruno massicano. Lo ha pubblicato in questi giorni il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dedicando il lavoro alla memoria di Massimiliano Rocco, il responsabile nazionale del WWF che tanto si era speso per la tutela della natura, scomparso prematuramente nel dicembre scorso.

Per Max – ha ricordato in una sua nota il WWF Italia – la tutela dell’orso, come quella del lupo, era uno dei motivi che lo spingeva a lavorare con entusiasmo ed energia inesauribile allo studio e alla conservazione di ciò che più amava: gli animali e la vita sul nostro pianeta in generale”.

Nella sintesi proposta dal WWF si evidenzia come il REPORT del Parco parte dal monitoraggio genetico fino ad affrontare le minacce e le azioni necessarie per garantire la conservazione dell’orso sull’Appennino. Il lavoro comprende anche i parchi Gran Sasso, Sirente Velino e Maiella.

L’analisi statistica dei dati raccolti – riporta il WWF – con i vari metodi descritti, ha consentito di stimare la popolazione a 50 individui di cui 22 maschi e 28 femmine con un rapporto sessi 1:1.27 (MM:FF) e una densità di 38,8 orsi/1.000 km². La variabilità genetica della popolazione è ridotta come ci si potrebbe aspettare con un esiguo numero di individui e soggetta nel tempo a veri e propri colli di bottiglia. I dati del 2014, confrontati con quelli del 2011 mostrano una stabilità demografica, nonostante una discreta produttività con almeno 31 cuccioli nati dal 2011 al 2014 e una media di 7.8 cuccioli nati/anno)”.

Questo, sottolinea sempre il WWF, si spiega con una mortalità ancora troppo alta. “Purtroppo, anche i dati di mortalità restano elevati e questo determina – scrivono gli esperti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – una sostanziale stabilità della popolazione che, nonostante l’elevata produttività, non riesce a crescere come dovrebbe. Tra il 2011 e il 2015 sono stati recuperati 13 orsi morti pari a un numero minimo di 2.6 orsi morti/anno”.
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