spiagge cani
GEAPRESS – La maggioranza in Regione vorrebbe modificare la legge che garantiva l’accesso agli arenili per i quattro zampe. Lo afferma la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che richiama, come precedente della stessa Regione, la fomosa contestata Legge Regionale “ammazza – cani”, diventata accettabile soltanto grazie all’approvazione delle decine di emendamenti presentati da LNDC, LAV ed ENPA. La Regione Abruzzo, affermano gli animalisti,  torna ora a mostrare “una totale insensibilità nei confronti dei migliori amici dell’uomo“.

Secondo la Lega Difesa del Cane, la Giunta presieduta da Luciano D’Alfonso avrebbe infatti presentato un progetto di modifica della LR 19 del 2014 riguardante le “Norme per l’accesso alle spiagge degli animali d’affezione”. Una legge che aveva garantito a cani e gatti la possibilità di accedere a tutte le spiagge regionali tranne per quelle relative alle aree interdette, appositamente segnalate. A tale scopo, i titolari di concessioni demaniali sono tenuti a comunicare al proprio Comune le misure limitative all’accesso degli animali alle spiagge, mentre i Comuni stessi possono individuare le aree in cui l’ingresso è vietato ma sono tenuti a prevedere almeno un tratto di spiaggia libera in cui è consentito.

Le modifiche proposte dall’attuale maggioranza avrebbero ora completamente ribaltato il senso della norma. Già nell’articolo 1, che attualmente recita “la Regione garantisce l’accesso alle spiagge di cani e gatti accompagnati”, la Giunta Regionale propone di sostituire la parola “garantisce” con la parola “promuove”. Inoltre, secondo la modifica proposta, i Comuni non dovranno più individuare e segnalare le aree in cui l’accesso è vietato ma “possono individuare zone di accesso agli animali”. Esattamente il contrario e senza alcuna garanzia che lo facciano, afferma la Lega Difesa del Cane. Questo perchè è una loro facoltà e non un obbligo.

Ma la nuova legge apporterebbe una ulteriore  limitazione: i titolari di concessioni potranno consentire l’accesso solo a cani di piccola taglia non oltre i 10 chilogrammi. E non è finita qui: la legge attualmente in vigore consente la balneazione degli animali sotto la stretta sorveglianza del proprietario, mentre la modifica proposta è vietare loro l’ingresso in acqua salvo nelle aree consentite. “Insomma – afferma la Lega Difesa del Cane – uno stravolgimento totale che renderà di fatto le spiagge nuovamente inaccessibili agli animali“. Fortunatamente queste modifiche sono state per ora bloccate dall’opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle che ha fatto notare quanto siano controproducenti da un punto di vista turistico e il tutto è tornato in Commissione.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane constata con amarezza che la Regione Abruzzo, “regione verde d’Europa”, non si dimostrerebbe affatto all’altezza del suo nome.

Pensiamo anche all’immobilismo politico – conclude la nota della Lega Difesa del Cane – Salvo alcuni proclami non seguiti dai fatti, rispetto all’imminente realizzazione dei pozzi petroliferi al largo delle coste teatine, a ridosso del costituendo parco marino, che rischiano di comprometterne il delicatissimo ecosistema. È assolutamente inaccettabile che una regione con un potenziale naturalistico enorme come l’Abruzzo decida di avere delle piattaforme petrolifere a poche miglia dalla propria costa e non consenta l’accesso degli animali in spiaggia. Sembrerebbe quasi che una parte della classe politica della Regione voglia a tutti costi segnare un clamoroso autogol! “.

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