manifestazione anti zoo
GEAPRESS – Gli zoo tedeschi non riescono a soddisfare gli standard dell’Uninone Europea. Questo il risultato che si ricaverebbe da un rapporto presentato  oggi al Parlamento Europeo e redatto da alcune ONG esperte del settore tra cui Born Free. In quest’ultimo caso si tratta della stessa organizzazione che aveva già bocciato gli zoo italiani.

Il no secco anche per la grande Germania, pone ora un serio dubbio sulla volontà delle strutture zoologiche a voler tentare di essere al passo con i tempi. Questo anche alla luce delle norme a volte molto generiche e di non difficile applicazione della quale è permeata la Direttiva Europea sui giardini zoologici. Direttiva voluta dalle stesse organizzazioni di categoria.

Secondo Torsten Schmidt, rappresentante di Bund Gegen Missbrauch der Tiere,  “in Germania, gli zoo sono regolati attraverso la Federal Nature Conservation Act la quale, insieme alla legge sulla protezione degli animali, ha adottato i requisiti della Direttiva dell’Unione Europea. Le autorità competenti degli Stati federali sono tenuti a regolare i giardini zoologici attraverso licenze ed ispezioni  periodiche. Una delle rilevanze più preoccupanti dell’indagine presentata oggi è l’inesistenza di una gestione centralizzata che consenta, ad esempio, di capire quanti zoo tedeschi sono in possesso della licenza“.

Alcuni zoo  non raggiungerebbero standard elevati e nel complesso in molti non riescono a far fronte agli obblighi di legge.

Come se ciò non bastasse, molti zoo consentono il contatto diretto tra il pubblico e gli animali in alcuni casi anche potenzialmente pericolosi. Un’aspetto, questo, che ricorda le spettacolarizzazioni tipiche di uno zoo coloniale.  Non sono mancati neanche gli spettacoli in stile circense, come gli scimpanzè vestiti in abiti umani.

L’inchiesta oggi presentanta fa parte di una più ampia indagine sugli zoo dei paesi UE e l’applicazione  della Direttiva CE 1999/22. In tutto 21 paesi indagati per un totale di circa 200 giardini zoologici. Risultati che complessivamente indicano il fallimento sistematico delle politiche volte a garantire il rispetto delle disposizioni alle quali, paradossalmente, aveva lavorato la stessa organizzazione europea di settore.

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