elefante kenya II
GEAPRESS – Secondo recenti notizie circolate nello Zimbabwe e nel Sud Africa, le modalità di approvigionamento del cianuro che negli ultimi mesi ha causato la morte di decine di elefanti ma anche di altre specie animali, non sarebbero poi così misteriose.

In modo particolare per quanto riguarda i recenti avvelenamenti che hanno colpito gli animali del Parco Nazionale di Hwange, il cianuro potrebbe essere procurato da alcuni abitanti del villaggio di Tsholotsho. Ad essere additate sarebbero le licenze minerarie che consentirebbero solo ad alcune persone di potere acquistare il potente veleno presente in alcuni ben noti depositi. Il prodotto verrebbe in tal maniera consegnato ad alcuni abitanti del villaggio. La capitalizzazione di una zanna poi venduta ai trafficanti, sarebbe pari ad oltre trenta volte il valore concordato con gli abitanti.

La questione ha pure suscitato una vivace polemica tra alcuni deputati del partito di opposizione e il Ministro dell’Ambiente dello Zimbabwe. Questo, infatti, si sarebbe fatto portavoce di una proposta di impunibilità in cambio del veleno ancora in possesso dei presunti bracconieri o fornitori di questi ultimi. Per l’opposizione tale scelta sarebbe scandalosa ed è probabile che la polemica affiorerà nei prossimi giorni al Parlamento dello Zimbabwe.

Occorrono indagini e nel caso arresti e non certo una sorta di sanatoria in cambio di veleno. Il sospetto è che in tal maniera si possa favorire una eventuale copertura delle implicazioni, da più parti sollevate, tra uomini di affari implicati nel commercio di zanne ed ambienti politici. Ipotesi di tangenti, dunque, che non riguarderebbero solo  doganieri o forze di polizia corrotte.

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