lupo morto
GEAPRESS – Si è tenuto nei giorni scorsi, presso la Prefettura di Viterbo, un incontro avente ad oggetto le problematiche sollevate da alcuni settori in merito alla presenza di lupi nel territorio provinciale. Una iniziativa dove però, riporta un comunicato polemico della LAV di Tarquinia, non sarebbero risultate convocate le componenti ambientaliste.

La LAV di Tarquinia punta subito l’attenzione sulle dichiarazioni d’intenti che sarebbero state effettuate dai partecipanti al tavolo. A tal proposito viene ribadito come “solo l’attuazione di seri ed effettivi interventi comunali di prevenzione del randagismo canino, peraltro già obbligati dalla normativa vigente risalente al 1991 possono determinare la riduzione e la scomparsa del fenomeno“. Esigenza, quella della prevenzione, che secondo la LAV sarebbe risultata assente specie nei piccoli paesi.

Sarebbero inoltre inutili gli eventuali tentativi di abbattimento di presunti ibridi di lupo; non solo sono notoriamente impossibili da verificare senza adeguate quanto costose e lunghe indagini genetiche, quanto effettuabili solo da personale autorizzato ministerialmente. L’impossibilità di mettere in pratica un simile metodo si evidenzierebbe in particolare su animali randagi quand’anche non riconducibili aleatoriamente ad ibridi di lupo. Appare invece molto più efficace la prevenzione da attuarsi con investimenti mirati di prevenzione del vagantismo, problema che coinvolge in prima persona i pastori e i loro cani. Questo ancor prima di indennizzare perdite di bestiame; un fenomeno sul quale la LAV rileva l’esigenza di evitare possibili truffe ai danni dello Stato.

Accanto a ciò – aggiungono gli animalisti – non può mancare l’azione educativa da svolgersi nelle scuole e fra i cittadini che fortunatamente, più degli amministratori, si dimostrano sempre più sensibili e preparati restando sconcertati e indignati dinnanzi agli attacchi brutali che i lupi hanno subito fino a pochi giorni“.

Dunque in situazioni di tale importanza andrebbero coinvolte tutte le componenti interessate alla fauna salvaguardia della fauna selvatica. “Ci auguriamo – ha concluso la LAV di Tarquinia – che non si impianti l’ulteriore ennesimo progetto vacuo di prevenzione del randagismo destinato, per inattività dei soggetti obbligati, a fallire per l’ennesima volta”.

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