moscardino
GEAPRESS – Era stato rinvenuto da alcuni ragazzi affamato e confuso in “Via Cortile” a Vico Equense. Talmente spaesato da andarsi ad “intrufolare”  nella camera da letto di una abitazione.

Si tratta di un Moscardino, un grazioso roditore appartenente alla fauna selvatica europea.

Il piccolo animale era stato per fortuna trovato da alcune persone sensibili che, dopo essersi documentati, lo hanno accudito ed alimentato. Il moscardino ha così addentato una noce, una ciliegia e una radice di un ortaggio di campo, assaggiando pure una mora e una nocciolina.

Al controllo degli esperti del WWF, a cui è stato affidato, è risultato in buona forma e per questo è stato subito restituito alla libertà in una zona idonea, con alberi frondosi e tanti cespugli ricchi di bacche (mirti, corbezzoli, viburni, ecc.). Si tratta del Giardino Didattico della Scuola Media Tasso di Sorrento, a monte di Via degli Aranci e a valle di un’ampia area coltivata e alberata.

Il moscardino, spiega il WWF, è un tenero mammifero della famiglia dei Ghiri di piccole dimensioni, pesa tra 15 e 40 grammi, ed è lungo 6-9 cm con coda di 5,5-7,7 cm. Deve il suo nome latino (Muscardinus avellanarius) al fatto che spesso lo si trova nei pressi di alberi di nocciolo (Corylus avellana) dei cui frutti è ghiotto. In gergo locale è chiamato “nizzola” parola di origine onomatopeica, da “niz-niz” suono acuto simile al suo verso.

Inconfondibile per i suoi occhi neri sporgenti, le orecchie piccole e la soffice pelliccia di colore bruno-arancio sul dorso e bianco crema sul ventre. I giovani sono più smorti e grigi. Grazie alle zampette con dita munite di unghie e cuscinetti plantari, e alla coda parzialmente prensile, quest’animaletto ha una notevole agilità su ogni tipo di substrato e volteggia sui rami come uno scoiattolo.

Vive in ambienti ricchi di vegetazione arbustiva, con rami tangenti, nel bosco e nella macchia mediterranea, anche nei coltivi: orti e arboreti con nocciolo, noce, vite. E’ una specie abbastanza diffusa sui Monti Lattari e in Penisola Sorrentina, ma difficile da osservare in quanto attivo di notte, da marzo ad ottobre, mentre passa l’inverno in letargo. Caratteristico il suo nido dalla forma sferica costituito da un intricato intreccio di graminacee secche, foglie di vario genere e muschio. Nel periodo attivo questa struttura è posizionata tra gli arbusti, mentre in inverno, durante il letargo, è situata al suolo o in cunicoli sotterranei. In natura il moscardino vive circa 4 anni. L’alimentazione è prevalentemente vegetariana, si nutre di fiori e frutti, nocciole, noci e pinoli, occasionalmente mangia anche piccoli insetti. In natura la specie è predata da serpenti, mammiferi carnivori e rapaci notturni. Fattori di minaccia per la sopravvivenza del moscardino sono la frammentazione e la distruzione dell’habitat. Devastanti, sempre ad avviso del WWF, sono in tal senso, nei Lattari e in Penisola Sorrentina, i numerosi incendi dolosi e l’abusivismo edilizio a danno del bosco, della macchia e dei coltivi tradizionali.

Purtroppo localmente, questo piccolo mammifero, è ancora cacciato da alcuni bracconieri, insieme al ghiro (Glis glis) e al topo quercino (Eliomys quercinus) per uso alimentare. A tale scopo i cacciatori di frodo durante le notti estive illuminano, con potenti fari, noci e noccioli sparando, con fucili di piccolo calibro, agli sventurati animali che vi si avventurano in cerca di cibo. Anche i vecchi contadini erano soliti sparare con fucile ad aria compressa questo adorabile animaletto sugli alberi di agrumi sostenendo, a loro dire, il danno provocato da tale bestiola ai frutti delle piante che “assaggia”, in modo casuale, con piccoli morsetti.

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