GEAPRESS – Si dovrebbe trattare di un agricoltore della zona che aveva lamentato danni alle colture. Il presunto avvelenatore di nutrie di San Germano dei Berici (VI) è stato individuato a seguito delle indagini dell’ENPA, LAC  e della Federzione Italiana Pesca Sportiva. La distribuzione delle esche avvelenate, era iniziata nell’aprile dello scorso anno, in una zona valliva, presso Rio Vanezza.

Gli agenti giunti sul posto, si sono trovati di fronte a una vasta area disseminata di esche multicolore.  Ne erano state poi raccolte ben novantuno, disseminate su un’area di circa cinquanta metri quadrati. I bocconi colorati, erano stati riversati anche sulla sponda del fossato,  ricchissima d’acqua. Il rischio, pertanto, era che il percolato delle esche potesse finire in acqua, scatenando un inquinamento ben più grave.

Dopo un’ora di lavoro, i bocconi erano stati raccolti e messi sotto sequestro in attesa dei test di tossicità. Quello che era apparso subito chiaro era l’obbiettivo dell’avvelenamento, ovvero le nutrie. In realtà, riferisce il comunicato dell’ENPA, qualsiasi animale selvatico poteva diventare vittima di questo prodotto. Non solo, la zona è frequentata da persone che passeggiano con animali d’affezione e bambini.  Le analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico, hanno poi individuato il principio attivo come un anticoagulante.

L’agricoltore di San Germano, rischia ora quanto previsto dal Regio Decreto del 1937 il quale punisce “chiunque distribuisce sostanze velenose“, con una multa e  la reclusione da sei mesi a tre anni.

Secondo Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino, “negli ultimi anni la piaga degli avvelenamenti è esplosa“. Un numero elevato di animali d’affezione che  vengono uccisi per i motivi più futili. A morire, però, non sono solo quelli domestici.  “Anche animali selvatici – spiega Renzo Rizzi – cadono vittime di questi vigliacchi, che vanno combattuti in ogni modo”.

Il Coordinamento Protezionista Vicentino ha inoltre voluto ringraziare le Guardie volontarie di diversa estrazione. Tutte persone, conclude il comunicato del CPV, deputate dal Prefetto ad essere le vere sentinelle dell’ambiente, a costo zero per la comunità, animate dalla passione per l’ambiente naturale, e formate per imporre il rispetto delle regole, possono portare il loro contributo per rendere un paese più vivibile, civile e tollerante.

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