GEAPRESS – Parrebbe questa volta potersi confermare l’indiscrezione già circolata lo scorso novembre sullo smantellamento del delfinario di Gardaland (vedi articolo GeaPress). Forse un po’ troppo coincidente con i lavori della nuova vasca del delfinario di Genova, ma infine il delfinario chiude. Gardaland smonta  e fornisce per questo una motivazione etica.

In effetti a ben guardare le cronache animaliste inglesi tale corrispondenza di valori non sembra essere molto accettata. Anzi, in più occasioni, sono stati prodotti dossier pieni di critiche nei confronti della Merlin, ovvero la multinazionale d’oltremanica proprietaria anche di Gardaland.

Gli animali in cattività non sono delfini, ma pesci (sia ossei che cartilaginei), rettili e molluschi. Tutti detenuti negli acquari della Merlin, come quello già costruito da qualche anno a Gardaland. Questi animali sono infatti i protagonisti  al centro dell’impero imprenditoriale del colosso mondiale dei parchi tematici. Accuse però rigettate dall’impegno che la Merlin dichiara per la protezione del mare. Strutture tematiche tra cui alcuni “santuari” impegnati in progetti di ricerca.

Di smantellare il delfinario, ovvero il famoso Pala Blu, si iniziò a parlare dopo che il gruppo inglese acquistò la struttura di Castelnuovo del Garda (VR). A ben guardare gli investimenti in giro per il mondo, i delfinari non sembrano essere l’attrazione principale della Merlin.

A Gardaland, ma con la gestione che ha preceduto l’acquisto della Merlin,  si ebbero inoltre un cumulo di polemiche ed un procedimento penale intentato per  violazione del vecchio articolo 727 del Codice Penale sul maltrattamento. Il procedimento si concluse con l’oblazione, ovvero il pagamento di una piccola cifra, prevista per i reati di contravvenzione, che estingue il reato. Gli addestratori di allora continuano a lavorare in altri delfinari. Delfini la cui morte venne denunciata per arresto cardiaco, ma  poi rilevati all’esame autoptico con  la frattura della colonna.

Ad essere chiamato come  consulente dell’accusa, fu il prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara, uno dei massimi esperti mondiali di delfini.

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