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GEAPRESS – 354 accessori d’abbigliamento (braccialetti e cinture) in pelle di rettili protetti dalla  Convenzione di Washington (CITES). Gli oggetti, intercettati in due diversi interventi messi in atto dall’Ufficio delle Dogane di Venezia – Sezione Operativa Territoriale Aeroporto “Marco Polo” di Tessera congiuntamente al Nucleo Operativo CITES  del Corpo Forestale dello Stato, provenivano dal Senegal e dalla Cina. Nel primo caso si trattava di un trasporto operato da un passeggero. Nel secondo intervento, invece, di una spedizione di merci.

Secondo gli inquirenti gli oggetti sarebbero stati destinati alla vendita al dettaglio sulle spiagge turistiche del litorale veneto e nelle boutique cittadine.

Per confezionarli era stata utilizzata la pelle di Pitone di Seba, Varano grigio e Pitone reticolato, specie gravemente minacciate di estinzione, il cui commercio è strettamente regolamentato da normative internazionali e italiane. Le spedizioni sarebbero risultate  prive della necessaria documentazione CITES.

Il riconoscimento delle specie di appartenenza è stato reso possibile grazie alla consulenza scientifica del Museo di Storia Naturale di Venezia. Questo alla luce della particolare fattura e della colorazione delle pelli.

Il Pitone Reticolato (Broghammerus reticulatus) e il Pitone di Seba (Python sebae) sono due tra i più grandi serpenti al mondo; in particolare il Pitone reticolato è il più lungo fra tutti i rettili arrivando a misurare più di 9 metri. Sono entrambi specie fortemente richieste per la loro pelle, particolarmente ricercate dall’industria della moda e del lusso a  a causa della caratteristica livrea di questi animali.

Il Varano grigio (Varanus griseus)  è una specie di Varano che abita nei deserti. E’ diffuso dall’Africa fino all’Asia e può raggiungere 1 metro e mezzo di lunghezza. Si nutre di piccoli mammiferi e rettili che vivono nei deserti soprattutto rocciosi. E’ particolarmente apprezzato per la sua pelle  utilizzata per la confezione di bracciali, cinture, borse e scarpe, e viene inoltre  cacciato dalle popolazioni locali per la carne e per il mercato internazionale di esemplari vivi.

Le specie oggetto del sequestro sono tra quelle  più commercializzare e sfruttate, al punto che la caccia indiscriminata unita alla distruzione progressiva del loro habitat ha portato queste specie sull’orlo dell’estinzione.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, ogni anno vengono importate in Europa circa mezzo milione di pelli di Pitone che, acquistate a circa 100 euro l’una, possono poi fruttare sul mercato dell’alta moda fino a 30.000 euro cadauna. E’ facile intuire, riferisce sempre la Forestale, che simili guadagni possono favorire il traffico illegale di questi animali; acquistare partite di pelli senza passare dagli esportatori regolari garantisce alle ditte guadagni enormi.  Si stima che la componente illegale del volume del commercio di pelli vada dai 5 agli 8 miliardi di dollari.

Poiché tutte le specie di Pitonidi e di Varanidi risultano incluse nelle liste della Convenzione di Washington (in sigla CITES) ed il commercio internazionale di tali animali e dei prodotti da essi derivati è rigidamente regolamentato tramite il rilascio di opportuni certificati, accertato che la merce era totalmente sprovvista di qualsiasi documentazione CITES, si è proceduto al sequestro penale della stessa ed alla conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria del trasgressore per aver importato illegalmente merce inclusa nelle liste della CITES senza la prescritta documentazione.
Gli esemplari sequestrati sono stati affidati al Corpo Forestale dello Stato.

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