cacciatore
GEAPRESS – “Domani domenica 2 ottobre inizia la stagione del nomadismo venatorio in Veneto, ed era dal 1992, cioè da un quarto di secolo, che in regione grazie alle leggi 157/92 e 50/93 non si verificavano scorribande di caccia senza limiti nel territorio regionale”. Così il consigliere PD e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni interviene alla vigilia dell’apertura del nomadismo venatorio.

“Questa stagione di nomadismo venatorio è vergognosa e la legge regionale che la reintroduce è già stata impugnata il 10 agosto dal Governo davanti alla Consulta per incostituzionalità, cosa che doveva portare l’amministrazione Zaia a disapplicarla per autotutela fino a pronunciamento della Corte – si legge in una nota diffusa dal consigliere Zanoni – Oltre ad essere un serio pericolo per gli uccelli migratori, la legge regionale 18 sul nomadismo venatorio consentirà una pericolosa concentrazione di cacciatori in singole aree, punto che ha già creato e scatenato tensioni nello stesso mondo venatorio”.

“A questa situazione di gravità inaudita – prosegue l’esponente del PD – va aggiunto che la Giunta Zaia, con in primis l’assessore Pan, non ha prodotto misure utili a definire le modalità del nomadismo venatorio, pur previste dalla legge regionale in capo alla Giunta. A memoria, non riesco a ricordare un assessorato peggiore di questo, e ciò viene confermato da una delibera di agosto che permette addirittura la registrazione della fauna abbattuta nel tesserino di caccia solo all’atto della raccolta e non all’atto dell’abbattimento come prevede invece la legge statale sulla caccia, che cosi viene violata palesemente agevolando perciò la violazione dei limiti giornalieri di carniere e il bracconaggio”.

“Questa situazione di anarchia nel settore della caccia”- continua il vicepresidente della Commissione Ambiente- “Arriva in un momento delicatissimo per la Regione Veneto perché il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nella persona del Direttore Generale Mariaconcetta Garritano, ha appena trasmesso a tutte le regioni il “Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli animali selvatici e il bracconaggio” (circolare dell’ 8 agosto 2016), strumento coordinato con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) utile a superare possibili sanzioni dell’Unione Europea, Piano che vede il Veneto avere uno degli 8 “black spot”, ovvero aree calde del bracconaggio in Italia, individuata nel Delta del Po.”

“Invito il presidente Zaia”- conclude Zanoni -“A tenersi per qualche ora lontano da microfoni e telecamere per valutare seriamente la questione di questo assessorato che fa acqua da tutte le parti e che rischia di portare il Veneto e i suoi cittadini incontro a pesanti sanzioni europee”.

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