andrea zanoni III
GEAPRESS – Con 30 voti favorevoli (Lega, Lista Zaia, Forza Italia, FdI, IV, VC, Fare), 15 voti contrari (PD, Lista Moretti, M5S) e zero astenuti il Consiglio regionale ha approvato l’altro ieri il progetto di legge n. 107 – “Rideterminazione del termine di validità del piano faunistico-venatorio regionale approvato con legge regionale 5 gennaio 2007, n. 1”. Si tratta, spiega il Consigliere PD Andrea Zanoni, intervenuto duramente su quanto approvato, dell’ennesima proroga del Piano Faunistico Venatorio del Veneto, per un altro anno.

Con 16 voti favorevoli (PD, Lista Moretti, M5S), 27 voti contrari (Lega, Lista Zaia, Forza Italia, FdI, IV,) e 2 astenuti (VC, Fare) è stato tra l’altro bocciato l’emendamento dello stesso Zanoni ma sottoscritto in Aula anche da alcuni Consiglieri PD, M5S e VC, che avrebbe consentito di chiedere il divieto di caccia nei propri terreni a determinate condizioni. “Se la Giunta regionale – ha affermato il Consigliere Zanoni – non riesce dopo 5 anni dalla scadenza del piano del 2007 ad approvarne uno di nuovo, almeno poteva riaprire quella finestra temporale di 30 giorni nei quali consentire ai proprietari di terreni di esercitare il diritto di legge di vietarne la caccia”.

Secondo Zanoni i danni della fauna selvatica purtroppo spesso vengono utilizzati per giustificare la caccia anche nei confronti di molte specie che di danni non ne hanno mai fatti. Anche per questo andrebbero aggiornati. Un esempio è costituito dalla lepre, ovvero una specie oggetto di ripopolamenti per fini venatori. E’ proprio questo animale, però, la prima classificata per danni nella regione Veneto. Questa proroga avrà inoltre effetti negativi sui diritti dei cittadini che in Veneto posseggono dei terreni agricoli e che vogliono vietarne la caccia.

Purtroppo nell’aula consigliare – ha affermato il Consigliere Zanoni – non è prevalso il buonsenso. Quello che è accaduto ieri in Consiglio regionale è un fatto di una gravità inaudita che dimostra quanto la maggioranza sia poco o per nulla rappresentativa dei cittadini veneti su questa materia”.

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