caccia fucile
Veneto – Nuova polemica, in Veneto, in materia di caccia. Dopo il provvedimento, già votato, che reintroduce il nomadismo venatorio arriva ore una proposta che, ad avviso dei Consiglieri regionali Zanoni (PD) Zottis (PD e Guaerda (AMP), provocherebbe la depenalizzazione dei reati venatori.

Depenalizzare i reati venatori – hanno dichiarato i tre Consiglieri – significa fare un regalo ai bracconieri da un lato ed eliminare ogni vincolo per chi, soprattutto se facoltoso, si può permettere di pagare le sanzioni amministrative monetizzando pertanto gli atti di bracconaggio” . Si tratta del progetto di legge statale n. 17 “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, in materia di depenalizzazione degli illeciti penali approvato oggi dalla Terza commissione del Consiglio regionale con il voto favorevole di Lista Zaia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Fare per Tosi, e quello contrario del Partito Democratico, Alessandra Moretti Presidente e M5S.

Si tratta della depenalizzazione dei reati venatori, introdotti circa un quarto di secolo fa con la legge 157 del 1992 – spiegano i consiglieri Zanoni, Zottis e Guarda – grazie ai quali c’è stato un importante effetto deterrente contro il bracconaggio che ha portato il nostro paese a tutelare maggiormente la fauna selvatica patrimonio dell’intera Unione Europea”. Secondo i tre Consiglieri veneti si tratterebbe “fortunatamente” di un progetto di legge statale che non avrà nessun futuro. Sarà però utilizzato come “specchietto per le allodole” per i cacciatori, quelli più creduloni e disinformati.”

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