incendi
GEAPRESS – Secondo il Corpo Forestale della Stato sarebbero loro i mandanti degli incendi che nel luglio 2015,bruciarono a Sant’Agata d’Esaro (CS) ampi tratti di aree naturali: interessi legati ai territori di caccia al cinghiale.

Dopo l’arresto di un incendiario avvenuto la scorsa estate, la Forestale di Sant’Agata di Esaro ha infatti deferito due uomini all’Autorità Giudiziaria. Il reato contestato è quello di incendi boschivi dolosi. Gli inquirenti sono arrivati a loro a seguito di una scrupolosa attività d’indagine che ha condotto all’individuazione dei presunti mandanti di diversi incendi che hanno interessato il Comune di Sant’Agata di Esaro nel luglio 2015. In particolare dopo il verificarsi di ben 12 incendi il personale Forestale, a seguito d’indagini accurate e grazie all’ausilio di videoriprese, avevano dato corso all’arresto di un boscaiolo del luogo che ritenuto colpevole e condannato lo scorso gennaio alla pena di anni due e mesi quattro di reclusione.

L’attività d’indagine non si era però fermata all’individuazione dell’esecutore materiale, giungendo così all’individuazione anche dei presunti mandanti degli incendi, i quali avrebbero agito, secondo gli investigatori della Forestale,  per ritorsioni, rappresaglie e vendette tra squadre rivali di cacciatori di cinghiale concorrendo a provocare la distruzione degli habitat di caccia attraverso l’incendio di aree boscate assegnate dall’ATC ad una squadra in particolare. Una volta che le fiamme hanno percorso tali zone, infatti, la legge ne impedisce per 10 anni l’attività venatoria. Pertanto gli uomini del Corpo Forestale ricostruendo tutte le dinamiche pregresse verificatisi sui territori di caccia al cinghiale che insistono in Sant’Agata di Esaro, sono addivenuti all’individuazione dei mandanti di almeno sei di quegli incendi, deferiti all’Autorità Giudiziaria per concorso in incendi boschivi dolosi.

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