volpe giovane
GEAPRESS – Critiche del WWF Valle d’Aosta  sulle modalità dell’esercizio venatorio volute dalla Regione. Secondo Ivan Palaia, Referente Caccia del WWF Piemonte e Valle d’Aosta, la Regione sarebbe vicina alle richieste del mondo venatorio così come si evincerebbe da alcune modalità di caccia per animali che, anche in altre Regioni, sono diventati quasi un simbolo delle campagne ambientaliste.

E’ il caso, ad esempio, della volpe che, ricorda sempre il WWF, si potrebbe cacciare da settembre a fine gennaio e “senza alcun limite numerico”, dapprima in modalità “individuale”, ma da novembre in modalità “alla cerca” ovvero con l’utilizzo di cani da tana e fucile a canna rigata. A partire da dicembre, in “caccia in battuta”, esercitata da gruppi anche di 15 cacciatori muniti di fucile con canna ad anima liscia, radio ricetrasmittenti e ausilio di cani da tana.

C’è poi il problema dei terreni innevati. Nella zona faunistica delle Alpi la caccia è permessa secondo le disposizioni della Legge nazionale. Per il WWF, però, gli ungulti come i tetraonidi oltre che la stessa volpe, sul manto bianco sarebbero maggiormente individuabili. Infine i piani di controllo numerico dei corvidi: da giugno a settembre, da sommarsi ai prelievi previsti durante la stagione venatoria e in misura anch’essa illimitata.

Secondo il WWF in tal maniera la Regione, oltre ad incentivare lo storico tema del turimo, mette in campo concessioni che difficilmente si conciliano come quelle delle concessioni venatorie e le polemiche facilmente immaginabili.

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