Rischiamo grosso i due americani accusati di avere prodotto crush video mostranti torture sugli animali da destinare a persone con problemi nella sfera sessuale (vedi articolo GeaPress). La posizione di Brent Justice e Ashley Richards, si è aggravata con l’incriminazione ora pervenuta dalla Corte Federale. Produzione e distribuzione dei video, questo l’oggetto dell’intervento dei Giudici. Un procedimento giudiziario con al centro il reato di maltrattamento ed uccisione di animali, già occorsa in Italia e conclusa nello scorso aprile con una condanna a quattro mesi di reclusione (vedi articolo GeaPress). Ovvero, considerata l’esiguità della pena prevista nel caso di uccisione di animali, tranquillamente in libertà.

Secondo la PETA, i due soggetti rischiano ora una condanna fino a 45 anni di prigione federale ed una multa pari 17,5 milioni di dollari. Gatti uccisi tagliando la gola e tacchi a spillo negli occhi. In America, coda e collo di cuccioli tagliati e zampe affettate. Il tutto “utile” a raggiungere l’orgasmo per i pervertiti ai quali erano destinati i video. La condannata italiana, invece, utilizzava tacchi a spillo, mozziconi di sigaretta e cappi in laccio. I soggetti erano pulcini, topi e conigli. Comportamenti assimilabili, ma di certo non nell’abnorme sproporzione della pena. Quasi una pacca nella spalla, in Italia grazie all’incredibile legge contro i maltrattamenti. Negli Stati Uniti, la fine di una vita. Ordinamenti diversi e giustizie diverse. Da condividere come no. Di certo due diverse valutazioni di comportamenti che al di là della struttura del reato, si basano sul maltrattamento di animali.

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