Chi l’avrebbe detto, ma anche negli Stati Uniti ci sono problemi analoghi a quelli dei cuccioli dall’est europa. Se da noi i criteri di sicurezza, nonché le stesse possibilità di controllo sanitario, sono crollate dopo l’apertura dei commerci con i paesi dell’ex cortina di ferro, negli USA il problema è costituito dai mega allevamenti di cani che per far fronte all’agguerrita concorrenza, non esitano ad inviare cuccioli con insufficienti garanzie sanitarie. Vendite via posta, su internet o in altre maniera “mordi e fuggi”, come del resto già in Italia siamo abituati a vedere.

Gli USA sono però una confederazione di Stati che abbraccia, nel loro ordinamento giuridico, un’ampia gamma di prerogative, quali ad esempio quelli della salute e del benessere degli animali.

Per tale motivo l’USDA, ovvero il Dipartimento dell’Agricoltura americano, ha deciso di ricorrere ad una vera e propria consultazione di base, prima di rilasciare una disposizione che andrebbe a coprire, secondo gli animalisti americani, una pericolosa falla lasciata ancora aperta. Il riferimento è alla mancanza di una specifica previsione normativa all’interno dei regolamenti dell’Animal Welfare Act. In Europa, invece, gli animali sono considerati da Direttive e Regolamenti in base alla capacità di produzione del reddito.

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