aquila lessina
GEAPRESS – L’Unione Europea ha aperto un processo di analisi che potrebbe condurre a rivedere la normativa a difesa della biodiversità. A lanciare l’allarme è la LIPU, secondo la quale ci troveremo innanzi ad  “un disastro per migliaia di specie e habitat naturali“.

Per questo oltre 100 mila firme sono state raccolte in pochi giorni, tra cui quelle di Gianni Morandi e Fiorello. Un messaggio è stato inoltre inviato all’Europa da scienziati e intellettuali.

L’appello è però rivolto al presidente del Consiglio Matteo Renzi affinchè si opponga “a questo arretramento politico e culturale, facendo dell’Italia uno Stato leader della difesa dell’ambiente e della biodiversità in Europa”. Questo il messaggio fatto pervenire da Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu-BirdLife International, nel corso della conferenza internazionale “Terra da salvare” in corso a Roma nell’ambito dei festeggiamenti per i 50 anni della Lipu che si svolge in contemporanea con la giornata mondiale della biodiversità.

La principale preoccupazione della LIPU è per le direttive Habitat e Uccelli che rappresentano la base normativa della più grande rete ecologica del mondo. Si tratta, infatti, della rete Natura 2000, costituita in Italia da 610 zone di protezione speciale (ZPS) per la tutela di 381 specie di uccelli selvatici e da 2310 siti di importanza comunitaria (SIC) per la conservazione di 130 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna. Secondo la LIPU in questi anni le direttive hanno rappresentato una barriera alla distruzione del patrimonio naturale europeo ma anche una guida al buon uso delle risorse naturali e dei servizi ecosistemici, sapendo generare una cultura di gestione ragionevole e innovativa del territorio.

Nel corso della conferenza indetta a Roma, esperti nazionali e internazionali tra cui la RSPB (Royal Society for the protection of Birds), partner britannico di BirdLife International, hanno sottolineato l’importanza capitale delle direttive Habitat e Uccelli e al contempo il rischio che il processo di analisi delle direttive aperto in questi giorni dalla Commissione europea (detto del Fitness check), possa condurre a un indebolimento di quelli che sono i più importanti strumenti europei per la conservazione della biodiversità.

Le due direttive tutelano specie rare come il Gipeto, l’orso bruno e la lontra e hanno permesso di salvare specie sull’orlo dell’estinzione come il Capovaccaio e l’Aquila di Bonelli. In Italia preservano siti di grande valore come le Risaie della Lomellina, uno dei siti più importanti d’Europa per diverse specie di ardeidi, i Monti Simbruini, con bellissimi castagneti e faggete e Capo Caccia, in Sardegna, dove nidifica l’Uccello delle tempeste.

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