rete uccellagione
GEAPRESS – Il reato di uccellagione si consuma ormai all’interno di pertinenze private. A riferirlo è la Polizia Provinciale di Udine che imputa il fenomeno all’esigenza da parte del bracconiere di eludere i controlli. Dunque reti ed altri trappolamenti per la maggior parte delle volte sistemati in giardini ben protetti alla vista. Per questo è importante che i cittadini segnalino le situazioni di illegalità. La Polizia Provinciale, si legge nel comunicato diffuso, garantirà l’anonimato.

Una attività, quella contro i reati di uccellagione, che vede intensificare gli interventi della Polizia Provinciale proprio nel periodo autunnale. L’ultimo intervento è avvenuto a Tarcento, dove gli Agenti hanno scoperto un impianto di cattura installato all’interno di un giardino recintato e difficilmente individuabile dall’esterno.

L’intervento della Polizia Provinciale ha così consentito di rinvenire una rete lunga ben 10 metri ed alta due. Era fissata ad alcuni alberi. Trovate anche nove gabbie con sette uccelli detenuti illegalmente. Si tratta di sette Tordo sassello, un Merlo ed un Ciuffolotto. In un deposito poco distante, la successiva sorpresa. Una trentina di volatili privi di anello identificativo e di documentazione di legge. Il detentore dovrà ora difendersi dalla contestazione del reato di uccellagione esercitata tra l’altro con l’ausilio di fringillidi illegalmente detenuti e per questo sottoposti a sequestro penale. Cinquecento euro, invece, la sanzione amministrativa per la detenzione illegale di avifauna cacciabile per la quale è scattato il sequestro amministrativo.

Gli uccelli, idonei al volo, sono stati immediatamente liberati dalla Polizia Provinciale di Udine.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati