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GEAPRESS – Un grosso carico di sigarette è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Trieste nonostante il tutto fosse stato accuratamente occultato all’interno di un camion adibito al trasporto di cavalli da corsa.

L’intervento, scaturito nell’ambito di specifici piani operativi coordinati dal Comando Provinciale, ha così portato i militari del Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo  Giuliano ad intercettare l’autocarro con i cavalli da corsa, ignari custodi della merce introdotta in contrabbando.

Dopo aver ricoverato gli animali in una struttura ritenuta idonea, si è proseguito con la minuziosa ispezione  dell’autocarro. Si sono così scoperte  numerose intercapedini che custodivano ben 40.000 pacchetti di sigarette di varie marche (Marlboro,  Winston ecc.). Il peso complessivo del carico era pari a quasi 8 quintali.

L’autista del mezzo, un cittadino ucraino di 40 anni, e’ stato tratto in arresto dai  finanzieri in flagranza di reato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Secondo la Guardia di Finanza, anche questa volta il centro nevralgico del preliminare stoccaggio dei tabacchi lavorati  introdotti in Italia dai valichi della provincia di Trieste risulterebbe fissato nell’Europa  orientale. I Paesi dell’est, infatti, possono ancora scontare l’utilità di un basso costo locale  delle sigarette (un singolo pacchetto costa al fumatore circa 1,20 euro), la facilità di  approvvigionamento, nonché le agevoli possibilità di trasferimento e stoccaggio afferenti  ingenti quantitativi di provenienza illecita.

I numerosi sequestri effettuati dalle Fiamme Gialle triestine evidentemente confermano  l’idea che le organizzazioni criminali dedite al contrabbando preferiscono il trasporto su  ruote ed il frazionamento dei carichi anche in ragione della distribuzione del rischio di  eventuali sequestri; questa costituisce una procedura oltremodo “economica” che  consente, tra l’altro, di garantire la necessaria riservatezza dei traffici illeciti, senza affidarsi  a vettori o spedizionieri professionali.

La Guardia di Finanza è del parere che, in considerazione delle procedure descritte, la  merce sequestrata fosse destinata alla rete di distribuzione del Friuli Venezia Giulia.

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