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GEAPRESS . Richiesta di intervento pervenuta ieri sera all’ENPA di Milano per un presunto “nido di serpenti” avvistato nel “vespaio” di una cabina elettrica dell’ENEL” nel centro del paese, poco distante da un luogo frequentato da bimbi, fatto che ha impensierito l’amministrazione comunale. Questo il tono delle segnalazioni pervenute.

All’arrivo degli operatori ENPA questa mattina molte persone si sono avvicinate per curiosità al sito dell’avvistamento, che in realtà era all’esterno della cabina elettrica, ai confini con un giardino di una abitazione privata. Nel luogo, nel corso del tempo, erano stati abbandonati dopo vari lavori di manutenzione alla cabina, grossi pezzi di tubi utilizzati come passa cavi, luogo ideale come nascondiglio per i serpenti.
Una volta iniziata la ricerca è stato facile procedere la cattura del rettile, un biacco adulto, unico esemplare presente che nella fantasia di molti aveva scatenato il panico con l’idea ci fosse  presenza di moltissimi serpenti.
Nella stragrande maggioranza degli avvistamenti si tratta di serpenti che all’apparenza possono sembrare pericolosi, ma che in realtà risultano essere autoctoni ed innocui come biacchi e natrici. Nei luoghi così vicini alle campagne è molto frequente la presenza del biacco e sarebbe anche molto gradita, se non ci fosse l’atavica paura dei rettili considerando che esemplari come quello catturato di circa 1 metro e 20 di lunghezza, possono mangiare fino a 200 topi in un anno.

La preoccupazione degli abitanti di un paese nelle campagne dalla provincia di Milano per un serpente innocuo ha visto i volontari dell’ENPA intervenire per la sua incolumità: questo perché per ENPA tutti gli animali sono meritevoli di ricevere tutela. “Solo grazie al peculiare servizio che ENPA svolge, completamente a carico dell’associazione, perché ENPA Milano non riceve contributi pubblici per la sua attività, ogni anno sono migliaia gli animali soccorsi” dice Ermanno Giudici,  Presidente dell’associazione “Fra questi numerosi sono i rettili che troppo spesso vengono immotivatamente uccisi ritenendoli a torto pericolosi”.

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