manifestazione anticaccia Brescia
GEAPRESS – Finanziamento da 980.000 euro per una associazione di cacciatori quale contributo per la gestione venatoria e riduzione dei contributi per l’istruzione pubblica. Queste le due notizie che, secondo un comunicato diffuso dalla LAC del Trentino, sarebbero apparse ieri sui giornali.

La Lega Abolizione Caccia quasi non ha nulla da aggiungere. “Le notizie si commentano da sole“, riferisce Caterina Rosa Marino, responsabile LAC del Trentino.

Prelievo venatorio o uccidere animali. Questo secondo le divergenti opinioni che però, a prescindere dalle attribuzioni, comportano sempre lo stesso esito.

Parole di fuoco contro i cacciatori “folkloristici personaggi” che nulla avrebbero da intervenire in materia di “regolatori della natura“. Per gli ambientalisti la natura non ha affatto bisogno di loro, anzi c’è pure la vicenda dei pallini di inquinante piombo il cui pericolo riguarda sia uomini che animali.

I predatori – regolatori naturali non sono i cacciatori, dice sempre la LAC, bensi i carnivori quali linci, lupi, volpi ed altri animali che spontaneamente contribuiscono al meccanismo detto di “selezione naturale“. Insomma, nulla a che fare con i fucili automatici.

Dunque niente denaro pubblico ai cacciatori, in quanto parte di una tradizione che non meriterebbe di sopravvivere. “Alcune cose vanno abbandonate – dichiara la responsabile LAC Caterina Rosa Marino – e relegate negli spazi museali e sui libri di antropologia culturale“.

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