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GEAPRESS – 65.000 firme per l’Assessore della Provincia Autonoma di Trento, Michele Dallapiccola. Sono quelle raccolte dalla LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) contro la Delibera di luglio che ha introdotto l’inedita categoria di “orso dannoso”.

Domani, presso la sede provinciale di via Romagnosi 9, Centro Europa, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa alla quale parteciperà la presidente nazionale della LAC Graziella Zavalloni.

Una iniziativa che non vuole far scordare l’impegno costante della LAC, sezione Trentino Alto Adige/Südtirol, che ogni anno organizza nel mese di maggio la “Giornata dell’Orso”.

Secondo la LAC l’azione di Life Ursus ha salvato gli orsi dall’estinzione provocata non da eventi naturali ma dallo sterminio sistematico dei bracconieri trentini.

Fin dal primo anno per la “Giornata dell’Orso” – ha dichiarato Caterina Rosa Marino, responsabile della LAC – abbiamo invitato l’amministrazione provinciale a rivendicare l’orgoglio del buon lavoro svolto e a intensificare l’opera di formazione/informazione rivolta a popolazione residente e turisti. La nostra impressione è che sia stata persa finora una grande opportunità: la salvezza degli orsi doveva essere occasione di crescita culturale per noi. Oggi – ha aggiunto la responsabile LAC – avremmo una generazione di giovani, e di conseguenza le loro famiglie, già formate e sensibilizzate alla tutela attiva di ambiente e animali, e perfettamente attrezzata dal punto di vista culturale a respingere argomentazioni di nessun peso scientifico“.

Secondo la LAC le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, proprio sulla vicenda dell’Orsa Daniza, sarebbero deludenti. Quasi una lavata di mani, alla quale si aggiunge la conferma da parte del Presidente provinciale Ugo Rossi del programma di cattura dell’orsa.

La posizione di LAC, ferma e motivata, indica che l’orsa Daniza non va né uccisa né catturata. Daniza non ha mostrato alcun comportamento anomalo ma quello che è il regolare comportamento di protezione della prole. “Invitiamo ancora una volta la Provincia – riporta la nota della LAC – a porsi in modo costruttivo nei confronti di un progetto apprezzato in tutto il mondo, se non per interessi naturalistici almeno per motivi economici e per non respingere turisti e consumatori di prodotti trentini quali vino e mele”.

A distanza di alcuni giorni dalla reazione emotiva, l’amministrazione provinciale potrebbe e dovrebbe mostrarsi in grado di ponderare le diverse posizioni e modificare opportunamente le decisioni precedentemente prese. “Chiediamo pertanto la revoca della delibera ammazza orsi di luglio e la revoca dell’ordine di cattura di Daniza“.

La LAC, in previsione della prossima apertura della stagione di caccia, tiene a ricordare come l’orso non ha mai ucciso nessun umano negli ultimi 150 anni. “Invece nell’ultima stagione di caccia 2013/2014, in soli pochi mesi , abbiamo contato 55 morti tra i cacciatori e 2 tra la gente comune. Contiamo inoltre sempre nell’ultima stagione di caccia 69 feriti tra i cacciatori e 13 tra la gente comune. I cacciatori responsabili non sono in prigione: questi drammi sono considerati solo “INCIDENTI”. La caccia non è attività utile o necessaria per cui questi “incidenti” potrebbero ragionevolmente essere evitati“.

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