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GEAPRESS – Si apre domani la stagione venatoria, ma per il WWF lo stesso concetto di ‘stagione’ venatoria sembra in Toscana ormai superato. Questo perchè, affermano gli ambientalisti, che non solo la stagione si è già aperta l’1 settembre con la preapertura ma in realtà, grazie alle nuove norme su cinghiale e ungulati, la caccia è ormai aperta tutto l’anno.

Numerosi gli spunti che viziati dal dubbio di illegittimità.

Gli Ambiti Territoriali di Caccia, che dovrebbero garantire un legame cacciatore-territorio e assicurare una gestione dell’attività venatoria vicina al territorio, sono stati ampliati dalla Regione a comprendere le intere Province, perdendo qualsiasi possibilità di assolvere alla loro funzione. Inoltre la Corte Costituzionale ha annullato la legge regionale in quanto in contrasto con la norma quadro, ma la Regione, si chiede il WWF, cosa fa? Invece di correggere il suo operato, afferma che lo farà, ma che al momento tutto rimane come prima, quantomeno fino al 31 dicembre e cioè praticamente quasi l’intera stagione venatoria. Per questo il WWF sostiene che si caccia in condizioni di contrasto con la legge quadro e con una recente sentenza della Corte Costituzionale.

La Regione Toscana, inoltre, avrebbe deciso di calpestare le indicazioni del mondo scientifico e addirittura del Consiglio dei Ministri, anche per quanto riguarda il calendario e in particolare la parte conclusiva della stagione, tornando a concedere la caccia fino al 31 gennaio a specie come tordo bottaccio, beccaccia e cesena, nonostante che il Consiglio dei Ministri lo scorso gennaio, sulla base delle indicazioni delle Direttive Europee e dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), avesse con apposito provvedimento anticipato di forza la chiusura a queste specie al 20 gennaio in sette Regioni, fra cui proprio la Toscana.
Nello stesso modo si sarebbero ignorate anche le necessità di maggiore tutela nel periodo di fine inverno di diverse specie di uccelli acquatici, già all’inizio del movimento migratorio.

Ma il WWF pone inoltre qualla che definisce come una ultima prova della volontà di deregulation della Regione. Si tratterebbe della mozione proposta dal PD e approvata in Consiglio Regionale nei giorni scorsi in cui si chiede un impegno nell’affiancare (o forse sostituire?) un istituto tecnico regionale a quello che è l’organo tecnico nazionale, cioè l’ISPRA, Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione ambientale. “I nostri politici – afferma il WWF – invece di uniformarsi alle indicazioni dell’organo tecnico riconosciuto a livello nazionale e internazionale e legiferare di conseguenza, stanno pensando bene di eliminarlo. Complimenti! Questa sì che è buona e trasparente politica”.

Intanto sul campo cominciano a vedersi gli impatti della deregulation sulla sicurezza dei cittadini. Il caso del guidatore ferito da un colpo di fucile mentre si trovava a transitare sulla Firenze – Siena è un accadimento che dovrebbe fare riflettere molto.

E tra i casi di bracconaggio riscontrati in Toscana nella cosiddetta preapertura dell’ 1 settembre, spicca per importanza l’uccisione da parte di un cacciatore-bracconiere di un rarissimo esemplare ibis eremita nel grossetano.
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