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GEAPRESS – In questi giorni l’amministrazione comunale torinese sta approntando gli ultimi passi per apporre una sostanziale modifica al Regolamento per la Tutela ed il Benessere degli Animali in Città. Per la sezione torinese della Lega Nazionale Difesa del Cane, un fiore all’occhiello di Torino in materia di protezione degli animali nonchè  da sempre preso ad esempio in ambito nazionale.

In sintesi, quello che verrà  disposto, riguarda il divieto ad alimentare il Colombo comune (Columba livia) su tutto il territorio cittadino, ad esclusione dei parchi naturali. Tale decisione, riferisce il comunicarto della Lega Difesa del Cane, è presa in concerto con l’Asl veterinaria, ma sarebbe motivata non da una emergenza sanitaria contingente bensi’ esclusivamente a titolo preventivo, avendo reperito in alcuni esemplari un batterio non molto conosciuto dal nome probabilmente “minaccioso” quale il Campylobacter.

Ad avviso degli animalisti, che citano dati dell’EFSA (l’Autorità  Europea per la Sicurezza Alimentare), una eventuale malattia sarebbe trasmissibile  attraverso derrate alimentari quali carne cruda e pollame; i colombi non vengono nemmeno presi in considerazione , ragion per cui non sono mai stati contemplati dei piani di controllo su questa tipologia animale.

Che esista pertanto un pericolo sanitario legato ai colombi, sarebbe improbabile da dimostrare. Ad affermarlo è il dott. Enrico Moriconi veterinario pubblico Asl e responsabile dell AVDA (Associazione Veterinari per i Diritti degli Animali), in quanto in contrasto con la letteratura scientifica internazionale. Lo stesso Moriconi afferma che se l’emergenza fosse reale sarebbe dovere dell’amministrazione di attivare la stessa EFSA, invece di evocare quelli che la sede cittadine della Lega Difesa del Cane definisce “apocalittici scenari”. Il dubbio paventato è quello di assecondare in qualche maniera chi ritiene che in città vi siano troppi piccioni.

Duole constatare – riferisce Michele Di Leva, Delegato LNDC alla Consulta Animalista del Comune di Torino – che l’amministrazione comunale non ha ritenuto necessario interpellare anche solo a titolo puramente conoscitivo la Consulta Animalista del Comune di Torino, organo propositivo e consultivo delle associazioni animaliste al quale fa parte anche la sezione torinese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane; probabilmente si potevano reperire delle soluzioni alternative e meno traumatiche, quali piani di sterilizzazione o controllo di eventuali aree a rischio“.

A tale proposito la sede cittadina della Lega Difesa del Cane ricorda che  era già vigente un divieto ad alimentare i colombi ad una distanza da ospedali, scuole, case di riposo e altre strutture sanitarie pari a 50 metri, portati poi come proposta alcuni mesi or sono a 250 metri fino ad arrivare ad oggi con un divieto integrale con l eccezione di aree verdi naturali.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Torino non condivide con fermezza l’iniziativa presa unilateralmente dalla pubblica amministrazione, unendosi pertanto al parere negativo che la Consulta Animalista ha già da tempo espresso; nel contempo, ci si auspica ancora di arrivare ad un tavolo di lavoro finalizzato ad una soluzione piu’ congrua, anche in virtu’ del fatto che una modifica del regolamento di questa entità potrebbe costituire un pericoloso precedente che molti comuni italiani potrebbero prendere ad esempio.

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