colombo
GEAPRESS – Una delibera inaccettabile, per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, quella varata dal Comune di Torino che ha inserito nel regolamento cittadino per la tutela degli animali, un provvedimento che impedirà l’alimentazione dei colombi cittadini (columba livia). Questo a ben guardare le aree interdette a causa di una presunta presenza del batterio Campylobacter.

Per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane si tratterebbe però di provvedimento ingiustificato, in quanto la diffusione del batterio è da ascriversi generalmente alla carne di pollo cruda e a volte a quella bovina e suina. “In letteratura – insiste la Lega Difesa del Cane – non esistono casistiche rilevanti di altro genere, in ogni caso è una problematica di pertinenza squisitamente zootecnica e alimentare” (fonte EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).

Nonostante il perentorio parere negativo delle associazioni animaliste presso la Consulta e l’inconsistenza scientifica della tesi espresse dal Comune di Torino, è stata elaborata e approvata una norma non soltanto all’interno di un regolamento che dovrebbe tutelare e non andare contro il benessere animale ma che nel contempo appare irrazionale in quanto vieta l’alimentazione a una distanza di 250 metri da qualsiasi ambulatorio medico equivale a un divieto integrale.

Se fosse un’emergenza reale, così come l’amministrazione comunale sostiene e come si legge nel comunicato stampa ufficiale del Municipio coerentemente dovrebbe chiudere tutte le aree di mercato, notoriamente frequentate da colombi a stretto contatto con merci alimentari a uso umano.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane esprime il suo fermo disappunto per una delibera che non si preoccupa della tutela degli animali.  L’augurio è che questo pericoloso precedente non venga emulato in altre città. E che altrove prevalga il buon senso.

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