elefante indiano
GEAPRESS – Dell’elefante si prende tutto. Prima gli si spara in testa. Poi l’asportazione dell’avorio, ma anche della carne, coda,  organi sessuali come gli uteri. Questo per la produzione di amuleti e parti utili alla medicina orientale da vendere al mercato nero, soprattutto online. Così sarebbe stato registrato dalla direzione del Parco Nazionale Kaeng Krachan, nella provincia tailandese di  Phetchaburi, nel corso di un colloquio avuto con un presunto bracconiere.

L’uomo avrebbe riferito dei cuccioli che sarebbero presi ancora in vita. In Thailandia, infatti, gli elefanti vengono addomesticati e ultizzati nei lavori pesanti ma anche nel corso delle cerimonie religiose. La caccia nella giungla, dura almeno due-tre giorni e sarebbe attuata da un gruppo specializzato di cinque persone. Ma c’è di più. Il bracconiere avrebbe riferito di presunti appoggi politici.

Il tutto è stato riportato dal Direttore del Parco nel corso di un seminario sulla gestione degli elefanti nei parchi nazionali, tenutosi nel  Kasetsart, la principale università della Tailandia. Ad occuparsi della questione sarà ora il DSI, lo speciale  Dipartimento di Investigazione  tailandese, che dovrà altresì verificare le gravi accuse rivolte al mondo politico.

Nel Parco Nazionale Kaeng Krachan, rimangono circa 250 elefanti.

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