casal di principe
GEAPRESS – Discariche tombate, ovvero seppellimenti di rifiuti tossici che purtroppo stanno emergendo nelle notizie di cronaca con sempre più frequenza.

Un problema che secondo il Corpo Forestale dello Stato può essere monitorato ed in tal maniera contribuire ad evidenziare i terreni  contaminati a cavallo tra le province di Napoli e Caserta. Dalle indagini finora eseguite dal CFS, riporta l’editoriale dell’ultimo numero del periodico “Il Forestale”, sono scaturiti 155 sequestri che hanno riguardato circa 150 ettari di terreno che si presume sia stato trasformato in discarica. Di questi, una sessantina erano adibiti a colture agricole.

Una situazione che ha obbligato ad un aumento dei controlli da parte delle autorità competenti; le zone individuate, se coltivate, vengono  escluse dalla commercializzazione dei prodotti. Una sorta di doppia certificazione per alcune aree assicura che sui banchi di vendita arrivino solo prodotti sicuri. Le discariche finora individuate fanno pensare ad una zonizzazione puntiforme dei siti contaminati. Un problema, riporta sempre la Forestale, circoscritto ed attualmente controllato.

L’individuazione delle discariche avviene tramite l’uso di una tecnologia abbastanza semplice. Metodi da tempo utilizzati ma per altri scopi: lo sviluppo delle foreste  ed il dissesto idrogeologico. Si tratta dello studio delle ortofoto panoramiche eseguite negli ultimi 25 anni. In tal maniera è possibile individuare le modifiche del suolo.

Rintracciato un sito sospetto si procede poi con il geomagnetometro, in grado di evidenziare evenutali variazioni negli strati del terreno.

Ci sono poi le dichiarazioni di diversi camorristi pentiti che hanno dato indicazioni precise.

Un quadro complesso che si avvale di tecnologia ed indagini di polizia più classiche. Peccato che quei luoghi un tempo erano la Campania felix. La comorra, in circa 20 anni, ha sversato circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni tipo.

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