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GEAPRESS – Il suo fare circospetto aveva attirato l’attenzione delle guardie di un istituto di vigilanza privata. Avvisati i Carabinieri  del Nucleo Radiomobile di  Termini Imerese (PA) si sono così scoperte le  circostanze che, sabato scorso, avevano condotto il trentasettenne di Palermo nel terreno adiacente la strada statale 113 di Buonfornello.

Stante quanto rilevato nel corso della perquisizione personale e, successivamente, di quella dell’automobile, sono state rinvenute ben tre reti di due metri di lunghezza cadauna, fornite di pali in legno di diversa lunghezza. Si tratta, riferiscono i Carabinieri, di materiale in genere utilizzato per la cattura dell’avifauna selvatica. Poi cinque gabbie, di cui tre contenenti  un volatile ciascuno. Due di essi erano utilizzati come richiami vivi.

Una femmina di cardellino risultava aver legata ad una zampa una cordicella. In tal maniera,  una volta uscita dalla gabbietta, non avrebbe più potuto volare. La sua funzione era di attirare i maschi della sua specie in modo da consentire all’uccellatore di fare scattare la rete per la cattura. In una seconda gabbietta vi era invece un cosiddetto “bastardone”, ovvero incrocio tra cardellino e canarino, ed anch’esso deputato ad attirare l’avifauna selvatica.

L’uomo è stato deferito in stato di libertà per caccia con mezzi vietati e per maltrattamento di animali.

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