GEAPRESS – La Guardia Costiera di Taranto la definisce una delle attività di pesca illegale più nocive per la sopravvivenza di determinate specie ittiche e per lo stesso mantenimento dell’ equilibrio dell’ecosistema marino. Si tratta della pesca selvaggia di novellame condotta con reti illegali perché con maglie di dimensioni notevolmente inferiori a quelle consentite, a pochi metri dalla costa, tra l’altro, in molti casi, come anche in quest’ultimo, effettuata con unità prive di licenza di pesca.

Una strage quella del novellame che purtroppo, sottolinea la Guardia Costiera, non accenna a diminuire anche grazie alla domanda sempre crescente di determinati prodotti ittici, sia pure vietati.

Stamattina le unità navali della Guardia Costiera di Taranto in attività di pattugliamento hanno individuato cinque natanti da diporto intenti ad effettuare, in località Lido Azzurro del litorale tarantino, a pochi metri dalla costa, la pesca di novellame a mezzo reti.

Colti sul fatto, le cinque unità nautiche, tutte risultate prive di regolare licenza di pesca, e quindi non individuabili quali pescherecci, e con a bordo reti vietate dalle pertinenti normative europee, sono stati dirottati all’interno del porto mercantile di Taranto per lo svolgimento degli adempimenti conseguenti.

A seguito degli accertamenti a bordo sono stati trovati una quarantina di chili di prodotto ittico sotto misura, nonché il possesso di reti non regolamentari, in difetto tra l’altro di alcun titolo autorizzativo all’esercizio dell’attivita’ di pesca professionale.

Ma i controlli dei militari sono stati tutt’altro che semplici. Come comunicato dalla Guardia Costiera, infatti, una ventina di individui presenti a bordo complessivamente sulle unità fermate, hanno animatamente contestato l’attivita’ repressiva, sino ad arrivare per alcuni di essi a compiere finanche il reato di resistenza. A ciò si aggiunge il repentino sopraggiungere in porto presso il tratto di banchina ove erano ormeggiate le unità, dei rispettivi familiari che hanno manifestato contro i militari.

La particolare situazione venutasi a creati ha pertanto richiesto il supporto di diverse pattuglie della Polizia di Stato intervenute per far fronte alla sopravvenuta esigenza di tutela dell’ordine pubblico.

Il prodotto ittico rinvenuto a bordo e’ stato sequestrato penalmente e previo giudizio di commestibilità rilasciato dal veterinario della locale asl, donato in beneficienza a enti religiosi, inoltre le reti illegali sono state sequestrate e a seguito di provvedimento di confisca saranno distrutte perché vietate dalle norme, mentre gli individui colti in flagrante sono stati denunciati alla locale autorità giudiziaria, oltre ad essere destinatari di sanzioni amministrative per le violazioni amministrative accertate a loro carico.

La Guardia Costiera di Taranto ribadisce ancora una volta la necessità che tale attività illegale venga contrastata anche e soprattutto a monte, ossia non alimentando la domanda di prodotti ittici vietati, la cui cattura avviene a scapito dell’equilibrio marino e delle sue risorse, oramai sempre più compromesse.

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