dattero di mare II
GEAPRESS – L’attivita’ di vigilanza del tratto di costa di giurisdizione, condotta via mare e via terra, ha consentito agli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto  di sorprendere un individuo intento, in localita’ “Tramontone”, ad effettuare la raccolta illegale di datteri di mare.   Il pescatore di frodo, notato da una pattuglia di terra della Guardia Costiera stava esercitando l’attività illecita tramite la pesca subacquea in apnea. I militari hanno così monitorato l’operato del sub sino a quando lo stesso non e’ uscito dall’acqua con un retino contenente il prodotto dell’attivita’ di pesca.

Una volta diretto verso la propria autovettura parcheggiata nei pressi del punto di emersione, i militari lo hanno fermato sottoponendo a controllo quanto pescato. Si trattava di circa 3 kg di datteri di mare. Poi gli attrezzi necessari a distruggere la roccia ove erano installati i molluschi bivalvi: un martello, uno scalpello ed una pinza artiginale in ferro, nonche’ maschera e pinne .

Prontamente informata la locale Autorita’ Giudiziaria i militari della Guardia Costiera hanno proceduto al sequestro del pescato illegale, successivamente distrutto. L’accusa riguarda diverse ipotesi di reato, tra le quali quella del danneggiamento condotto ai danni dell’ambiente costiero. La Capitaneria di Porto ricorda infatti che la cattura, la commercializzazione e la semplice detenzione  del dattero di mare costituisce una delle ipotesi delittuose piu’ gravi nell’ambito della pesca marittima, ipotesi sanzionata dal vigente codice penale in relazione al danneggiamento ambientale oltre che da specifiche norme nazionali e comunitarie in relazione all’alto potenziale distruttivo dell’ecosistema marino connesso a questo tipo di attivita’, in quanto causa in soli pochi minuti danni devastanti all’ambiente marino a fronte di  centinaia di anni necessari per la sua costituzione.

Sempre nel corso dell’attivita’ di monitoraggio delle coste, questa volta eseguita via mare, nella giornata di ieri una Motovedetta della stessa Capitaneria ha intecettato un natante ormeggiato alla discesa vasto che all’atto di un controllo che la stessa unita’ della guardia costiera si accingeva ad eseguire, con una manovra repentina riusciva a sottrarsi al controllo dirigendosi ad elevata velocita’ in direzione del ponte E. Egidio (ponte di pietra), nonostante l’intimazione dell’alt rivolta piu’ volte nei confronti del conducente del mezzo.

Considerata l’impossibilita’ per l’unita’ inseguitrice di proseguire l’inseguimento al di sotto del ponte sopra citato, il natante in questione veniva  dopo poco individuato agli ormeggi presso la banchina cariati con a bordo il conducente, riconosciuto dai militari presenti a bordo dell’unita’ della Guardia Costiera, che quindi hanno proceduto a denunciarlo alla locale autorita’ giudiziaria per la ipotesi di reato consistente nel mancato rispetto dell’intimazione dell’alt.

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