GEAPRESS – Una lunga attività di indagine e di appostamenti notturni. Oggetto del nuovo intervento della Capitaneria di Porto di Taranto è l’attività illegale di pesca di “novellame”, ovvero pesce neonato catturato con reti a sacco. Appena nati e già pronti per finire in polpetta o sott’olio. Un rastrellamento del mare che oltretutto impoverisce gravemente  lo stesso ecosistema.

L’attività dei due pescatori di frodo è stata interrotta la scorsa notte dal personale del Nucleo Operativo Difesa Mare della Capitaneria di Porto.

I due, un uomo di Palo del Colle (BA) ed un tarantino, avevano caricato in un veicolo privato il carico illegale proveniente da uno dei punti di sbarco tenuti sotto controllo dalla Guardia Costiera. L’autovettura è stata così seguita fino ad un magazzino adiacente al mercato ittico galleggiante del quartiere Tamburi di Taranto.  Qui è avvenuta l’irruzione del personale militare. In tutto 126 chilogrammi di novellame di sarda ed alici, per un valore commerciale stimabile in circa 3000 euro.

I due sono stati denunciati per cattura, detenzione e commercializzazione di prodotto ittico vietato, ai sensi del D.Lgs. n. 4 del 09.01.2012 oltre che per il reato di ricettazione (art. 648 C.P.). 

La Capitaneria di Porto di Taranto ha voluto sottolienare ancora una volta come il prelievo del novellame, crea danni irreparabili non solo alla sopravvivenza delle specie ittiche interessate ma anche allo stesso mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema marino.

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