GEAPRESS – Maxi intervento, nella tarda serata di ieri, dagli uomini del Nucleo Operativo Difesa Mare della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto, congiuntamente a due pattuglie della locale Squadra Nautica della Polizia di Stato. A finire sequestrati sono stati ben tre quintali di novellame di pesce trovato all’interno di un magazzino in via Cariati. Dopo lunghi appostamenti, proprio in quel magazzino, è infatti avvenuta l’irruzione delle Forze dell’Ordine.

Il tutto ha fatto sequito ad una intensa attività di indagine condotta lungo la banchina di via Cariati. In particolare si è trattato di appostamenti notturni condotti nei luoghi dove forte era il sospetto dello sbarco di novellame. Le indagini, infatti, erano volte al contrasto dell’attività illegale di pesca e successiva commercializzazione del pesce allo stadio giovanile Attività illecita, spiega la Capitaneria di Porto di Taranto, che crea danni irreparabili non solo alla sopravvivenza delle specie ittiche interessate, ma anche allo stesso mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema marino.

L’intervento di polizia, è inoltre avvenuto anche tramite l’istituzione di alcuni posti di blocco all’inizio della strada statale 116, proprio in uscita dalla città. Lo scopo era di bloccare eventuali sospetti provenienti proprio dal mercato galleggiante della banchina di via Cariati. A finire così bloccato è stato un furgone, privo di copertura assicurativa e carta di circolazione, guidato da persona già nota alle Forze dell’Ordine. Al suo interno trenta taniche di gasolio di contrabbando. Il guidatore è stato denunciato per contrabbando e ricettazione.

Sempre nel corso della giornata di ieri, il personale del Nucleo Difesa Mare della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto, ha inoltre individuato due pescatori subacquei abusivi intenti nella raccolta illegale del riccio di mare. I due si trovavano in località Torre Ovo.

Oltre 3500 ricci di mare, prontamente sottoposti a sequestro e reimmessi in mare perché ancora vivi. Ai due pescatori abusivi è stata contestata una sanzione amministrativa pari a 4.000 € ciascuno.

La Capitaneria di Porto di Taranto, sottolinea come in tal maniera sia stato inferto un duro colpo alla pesca di frodo. Un danno, oltre che per il mare, anche per chi opera nelle regole. Questo, sottolinea sempre la Capitaneria, anche alla luce del fatto che le risorse del mare risultano ormai sempre più compromesse.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati