elefante
GEAPRESS – Dati drammatici per gli elefanti della Tanzania. Un recente censimento governativo mostra infatti quello che apparirebbe  come un inesorabile declino del pachiderma. La causa principale viene addebitata al commercio dell’avorio.

Il censimento, concluso nel 2013, è stato eseguito nelle due principali roccaforti dell’elefante africano in Tanzania.

Negli ultimi quattro anni, la popolazione del paese si è dimezzata. A riferirlo nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 10 gennaio scorso a Dar es Salaam , è il vice Ministro per le Risorse Naturali ed il Turismo Lazaro Nyalandu. Lo stesso ha parlato di “livelli senza precedenti” raggiunti dal bracconaggio.

Sullo schema dei corpi speciali di polizia già adottati in altri paesi africani, il vice Ministro ha annunciato la creazione del  Tanzania Wildlife Authority. Un sistema paramilitare che dovrebbe così essere utile per fronteggiare l’emergenza bracconaggio.

Il censimento, finanziato dal governo ma anche da alcune istituzioni con sede in europa, ha evidenziato la situazione particolarmente grave nell’area di Mikumi. In questo caso il calo è stato, sempre nei quattro anni del censimento, di ben il 66%.

La Tanzania è una delle principali fonti di avorio illegale esistenti al mondo. Molti sequestri di avorio tanzaniano con destinazione sud est asiatico, sono avvenuti nel porto di Dar es Salaam e nelle aree portuali e aeroportuali del Kenya. In particolare nel porto di Mombasa e nell’aeroporto di Nairobi.

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