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GEAPRESS – Più di 700 pezzi di avorio , equivalenti a circa 200 elefanti uccisi, sono stati rinvenuti l’altro ieri a Dar es Salam, in Tanzania.  La casa ove ha fatto irruzione la polizia era abitata da alcuni cittadini cinesi che però si sono dichiarati responsabili solo della spedizione di aglio e cipolle. Incredibilmente i pezzi di avorio erano mischiati a conchiglie ed ai pezzi freschi dei tuberi dagli odori particolaremnte forti. Forse, in tal maniera, i trafficanti speravano di eludere i controlli alla dogana. L’avorio, invece, avrebbe rappresentato quasi un favore per un misterioso quanto improbabile amico.

Secondo la Tanzania Elephant Protection Society, la forte esportazione illegale di zanne di elefante verso la Cina, rappresenterebbe il rovescio della medaglia del forte legame economico che lega ormai il paese africano con i cinesi. Si tratta, infatti, del primo investitore in Tanzania. Oltre ai porti locali, l’avorio proveniente dalla Tanzania viene illegalmente esportato in Kenya e da qui, in aereo o in nave, raggiunge la Cina o tappe intermedie come la Tailandia e la Malesia.

Secondo la Tanzania Elephant Protection Society, ogni mese verrebbero uccisi in quel paese non meno di 850 elefanti. In sette anni è prevista l’estinzione.

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