tai alexander
GEAPRESS – Sono stati arrestati i bracconieri che pochi giorni addietro hanno ucciso, avvelenandolo, l’elefante che era stato utilizzato nel film di Oliver Stone “Alexander” (vedi articolo GeaPress).

Secondo quanto comunicato dalla ONG Elephantstay, la polizia tailandese avrebbe individuato tre persone di cui una sfuggita per ora all’arresto.

Assieme ai due arrestati sono state ritrovate le zanne del povero elefante chiamato Pali Klow. Evidetemente il gruppo di bracconieri non era ancora riuscito a collocarle sul mercato nero.

Purtroppo la Tailandia è stata più volte accusata di possedere una legislazione non molto rigida sulla vendita di avorio. Tale situazione viene a determinare la facile copertura dei commerci di avorio di contrabbando, sia di provenienza locale che africana.

Recentemente è stato inoltre denunciato il contrabbando di elefanti di cattura che dal vicino Myanmar (ex Birmania) rifornisce gli allevatori tailandesi. Nel paese, infatti, i pachidermi hanno ancora un discreto uso sia come “mezzi” da lavoro, specie nell’industria turistica, ma anche per le processioni religiose.

Proprio nella città di Ayutthaya (ex capitale del paese) lo stesso elefante poi utilizzato nel film di Oliver Stone, veniva utilizzato nelle processioni religiose.

Già nelle prime ore il rinvenimento del corpo dell’elefante Plai Klow, era stato fermato un sospetto poi rilasciato dalle Autorità di polizia. Ora l’arresto dei due presunti bracconieri apparsi ammanettati e circondati dai poliziotti nel corso della conferenza stampa.

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