rinoceronte II
GEAPRESS – C’è pure un cucciolo, tra i quattro rinoceronti bianchi trovati uccisi all’interno del Mkhuze Game Reserve, nello Zululand.

Gli adulti erano stati privati del corno (si pensa che l’uccisione sia avvenuta due giorni prima) mentre il piccolo giaceva ormai morto accanto alla madre.

Questo ritrovamento getta una pessima luce sulle possibilità di sconfiggere o quantomeno riuscire a contenere il drammatico fenomeno del bracconaggio ai rinoceronti sudafricani. Solo nel 2014, ben 1155 animali sono stati uccisi dai bracconieri spesso assoldati dalle organizzazioni criminali che dirigono il traffico, nei poveri villaggi  mozambicani confinanti.

Come è noto il corno dei rinoceronti viene utilizzato nella medicina orientale quale improbabile “toccasana” di numerosi mali. Questo nonostante le stesse autorità scientifiche dei paesi importatori, e della Cina in particolare, hanno più volte sottolineato che trattasi semplicemente di cheratina, ovvero una proteina molto diffusa nel mondo animale.

Le cifre da capogiro raggiunte dalla polvere di corno di rinoceronte, sembrano però inficiare tutti gli sforzi portati avanti per sconfiggere il bracconaggio.

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