GEAPRESS – Un rinoceronte morto nella Riserva di Madikwe, nel nord ovest del Paese, ed altri tre nel corso di due diversi episodi occorsi nel famoso Kruger Park. Si tratta della  sezione di  Houtboschrand e di Lower Sabie. Nel primo caso è avvenuto il ritrovamento di due corpi di rinoceronte biancho.   I bracconieri sembrerebbero essere fuggiti nel Mozambico. Nell’altra  area, invece, si è registrato un vero e proprio conflitto a fuoco con i rangers. I bracconieri sono risuciti a fuggire ma hanno abbandonato le armi ed una borsa a quanto pare con più corna di rinoceronte. Poco dopo veniva trovato un animale morto e privato del corno.

 E dire che il 2013 doveva essere un anno di grandi progetti per la salvaguardia dei rinoceronti. A riferirlo, laconicamente, è la stessa polizia.

Nella lotta al bracconaggio, il Sudafrica sta ora puntando, oltre che sulla formazione di nuovi rangers, anche sull’utilizzo dei droni. Si tratta di aerei telecomandati in grado di intercettare gli attraversamenti illegali di bracconieri dal vicino Mozambico.

Tra le proposte avanzate, anche quella di istituire  tribunali speciali. Come in guerra, insomma. Una nuova via, però,  potrebbe essere quella di  lavorare a stretto contatto con il Mozambico. Questo al fine di incidere nei rapporti esistenti tra le comunità locali di confine ed i bracconieri. Negli ultimi 20 anni, il bracconaggio è infatti diventato una fonte di sostentamento.

Alle comunità locali, in realtà rimangono le briciole di un commercio ben più lucroso che ha visto negli anni affermasi sempre più la richiesta di corni per la medicina orientale. Quasi in secondo ordine le richieste per manifatture varie, come nel caso delle impugnature in corno di rinoceronte dei pugnali in uso in alcuni paesi arabi e dello Yemen in particolare. Come ormai risaputo, la polvere di corno non ha alcun potere terapeutico.

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