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GEAPRESS – Ritorna in Sudafrica la mai sopita polemica sui cosiddetti “canned lion”. Si tratta di leoni pervenuti dalla cattività animale di mezzo mondo oppure appositamente allevati, che vengono cacciati una volta rinchiusi in piccoli recinti.

I “leoni inscatolati”, sostengono gli animalisti, vengono così messi a disposizione di ricchi cacciatori che, del tutto al sicuro nelle loro automobili, si divertono a sparare contro i poveri animali.

A rinfocolare la polemica è stato ora un video girato nell’aprile di due anni addietro ma da pochi giorni caricato su you tube. Mostra l’uccisione  di una leonessa rinchiusa in uno di questi recinti. I bordi dell’area dove opera  l’automobile del cacciatore, appare infatti ben delimitato. Una zona di forma quadrangolare, che fa presupporre  l’esistenza di una recinzione. Del resto, per parecchi minuti, sia la leonessa che la macchina del cacciatore munito di un complesso arco metallico (con tanto di mirino) e frecce, non fanno altro che girare attorno ai pochi metri quadrati di terreno.

La leonessa insegue, giocando, quello che viene descritto come un pick up attrezzato allo scopo. L’animale si rotola a pancia in su per ricevere infine, dopo innumerevoli tentativi di lancio, un colpo di freccia mortale. La leonessa, trafitta, rotola  per aria.

Secondo Chris Mercer, uno dei massimi esperti sudafricani di “canned lion” intervistato nel 2010 da GeaPress (vedi articolo GeaPress) nel suo paese il numero di leoni in cattività destinati a tale caccia sarebbero compresi tra un minimo di 3500 ed un massimo di 5000. I principali clienti sarebbero statunitensi (oltre il 50%) seguiti da tedeschi, spagnoli, francesi ed italiani.

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