Campo Lipu
GEAPRESS – Inizierà il 26 aprile prossimo e proseguirà fino al 10 maggio il campo LIPU di protezione ai rapaci migratori nello Stretto di Messina.

Quasi 20.000 Falchi pecchiaioli che dall’Africa Sub-sahariana, attraversano deserti e mari, sorvolano la Sicilia e approdano sulle coste calabresi. Pecchiaioli ma anche numerose altre specie di rapaci migratori la cui migrazione sarà sottoposta alla stretta sorveglianza dei volontari della LIPU

Anche quest’anno  i volontari terranno un diario delle osservazioni sulla pagina Facebook della Lipu.

Con il Bosforo e Gibilterra, lo Stretto di Messina è infatti il più importante corridoio europeo per la migrazione degli uccelli. Sono circa 30mila i rapaci che ogni anno lo attraversano, nel viaggio che dall’Africa li porta verso i luoghi di nidificazione, in Italia o nel resto d’Europa. Ma  proprio per la straordinaria quantità di migratori, lo Stretto di Messina resta un luogo pericolosissimo per gli uccelli che lo attraversano, a causa di un bracconaggio che continua a persistere, specialmente nel versante calabrese.

Il campo sullo Stretto sarà inoltre in stretto contatto con lo staff Lipu che dallo scorso 20 marzo sta effettuando il Progetto rapaci migratori sulle isole minori della Sicilia, da Pantelleria a Marettimo, da Ustica a Panarea fino alle sponde siciliane dello Stretto: il passaggio dei falchi e degli altri migratori vengono comunicati da anche agli attivisti presenti sul versante calabrese, con lo scopo di individuare la rotta verso la penisola e proteggerne il passaggio.

Siamo presenti sullo stretto dal 1984 – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente della LIPU – e da allora non siamo mai mancati, contribuendo a combattere un fenomeno che ora è in declino, sebbene non ancora spento. Anche quest’anno si aggiungerà un nucleo di guardie venatorie volontarie Lipu, provenienti da diverse città italiane, che porteranno un contributo di conoscenza e professionalità“.

Tra gli uccelli, rapaci e non, che attraversano lo Stretto e cadono vittima dei fucili, ci sono le cicogne, le albanelle, i falchi di palude ma soprattutto i falchi pecchiaioli,  localmente detti “adorni”, che per ragioni di superstizione restano il bersaglio preferito dai bracconieri calabresi.

Per questo – prosegue il presidente LIPU – dobbiamo seguitare la lotta al bracconaggio, come la Lipu continuerà a fare anche grazie al contributo fondamentale della nostra sezione inglese, capitanata da David Lingard, a cui va il ringraziamento più sentito e all’encomiabile lavoro del Corpo forestale dello Stato che anche quest’anno sarà presente con gli uomini del Nucleo operativo antibracconaggio”.

Come detto, non mancherà, sulla seguitissima pagina Facebook della LIPU, un diario di campo con gli avvistamenti degli splendidi migratori in volo, curato dai volontari del campo coordinati da Giovanni Albarella.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati