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GEAPRESS – Sono ormai otto gli Stati che hanno raggiunto la soglia fissata per le adesioni a Stop Vivisection. Il limite minimo di sette paesi UE, è infatti stato ottenuto. Ungheria e Bulgaria, si sono ora aggiunte ai sei paesi che appena pochi giorni addietro avevano oltrepassato il traguardo (vedi articolo GeaPress).

I paesi più virtuosi dopo l’Italia (531.168 firme ad oggi su una quota di mezzo milione) sono la Germania con 90.197 firme  e la Spagna con i suoi 45.156 firmatari. Non meno significative, rispetto al totale della popolazione, sono però le firme del Belgio, poco meno di 25.000, oltre che di Slovenia e Slovacchia.

Va ricordato che l’iniziativa che vede gli attivisti italiani capolifa, rappresenta una innovativa procedura voluta dall’Unione Europea e che potrebbe ora costringere il legislatore comunitario a rivedere la famigerata Direttiva cosiddetta “vivisezione”, approvata dal Parlamento Europeo l’8 settembre 2010. Una Direttiva voluta quasi in sordina e che ha visto, subito dopo la sua approvazione, una vera e propria sollevazione popolare. Numerose decine di migliaia di persone, sfilarono infatti nelle piazze italiane. Di lì a poco la ribalta della protesta portata avanti dal Coordinamento Fermare Green Hill e l’imprevedibile evolversi della situazione. La grande manifestazione di Roma del settembre 2010 era stata infatti da tempo programmata dagli attivisti del Coordinamento.

Si attendono ora le comunicazioni del Comitato Promotore di Stop Vivisection, mentre per il primo novembre avrà fine la raccolta delle firme. Si vedrà poi come verrà gestita in sede europea la nuova fase che potrebbe ricondurre ad una revisione della Direttiva.

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