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GEAPRESS – La Corte Europea, rigettando il ricorso avanzato dalla Spagna, ha riconosciuto come la sperimentazione animale sulle biotossine marine non rappresenta un metodo adeguato. Le biotossine, sono prodotte in  mare e possono nuocere nel momento in cui vengono assunte tramite i molluschi bivalvi.

Secondo la Corte, la sperimentazione può avvenire mediante un metodo definito “chimico”  che non ricorre, al contrario di quello cosiddetto “biologico”, alla sperimentazione animale. Il metodo chimico darebbe inoltre dei risultati più attendibili. La questione, spiega lo stesso comunicato della Corte, è sorta nel 2011 quando l’Unione Europea ha modificato i metodi di analisi sulle biotossine. Il nuovo protocollo non prevede l’utilizzo di animali, ma per consentire agli stati membri di potersi adeguare era stato fissato il limite del 31 dicembre 2014. La Spagna, sotto la spinta della comunità autonoma della Galizia, ove insistono  numerosi allevamenti di molluschi, aveva presentato ricorso contro la decisione.

Si vedrà nel successivo grado di giudizio, ma intanto, per le biotossine marine, rimane valido il metodo incruento. La sperimentazione avveniva invece mediante l’utilizzo di topi.

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