vivisezione
GEAPRESS – Il governo cinese, secondo un comunicato diffuso dalla BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) sarebbe intenzionato a rivedere le sue posizioni in tema di test cosmetici e sperimentazione animale.

Per la BUAV un altro segnale della tendenza globale in atto affinchè venga posto fine alla sperimentazione dei cosmetici sugli animali.

Di fatto, la Cina, con le attuali regole, inficia in parte i divieti già esistenti in altri paesi. Con le grandi potenzialità del suo mercato, le aziende devono infatti adeguarsi alle procedure di sicurezza cinesi. In alternativa ci sono solo decisioni come quelle prese da The Body Shop, azienda leader nel settore, che ha rifiutato di vendere cosmetici in Cina fino a quando non sarà possibile ricorrere alla sperimentazione senza animali.

Cruelty Free International, partner della BUAV in Cina, ha discusso la questione con le autorità cinesi già nel corso della prima conferenza tenutasi lo scorso anno a Pechino. L’argomento è stato però recentemente ripreso presso l’Istituto di Pechino che si occupa dei controlli e certificazione dei prodotti. A breve, riferisce sempre la BUAV, verrà organizzata una conferenza a Shanghai sulle possibili innovazione in campo cosmetico.

Secondo le autorità cinesi non ci sarebbero obiezioni di principio ad accettare soluzioni alternative, ma occorrerà un periodo di formazione e validazione. Le stesse autorità avrebbero per questo intenzione  di inviare precisi input all’industria e agli altri settori produttivi interessati. Quello che occorre è una modifica della regolamentazione cinese in tema di cosmetici ed è probabile che un primo piano dei lavori sarà reso disponibile entro un mese. Infine, le nuove proposte che potrebbero  arrivare già entro la fine dell’anno.

Allo stato attuale, specifica la BUAV, è una dichiarazione priva di formale impegno, ma Cruelty Free International interpreta tale posizione come un’opportunità da utilizzare per stimolare un cambiamento positivo .

Secondo Michelle Thew, Chief Executive della BUAV e di Cruelty Free International “si può ora essere ottimisti per un reale cambiamento in favore gli animali , ma è di vitale importanza che le organizzazioni di protezione animale facciano la loro parte” .

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