forestale armi
GEAPRESS – Intervento dell’A.NA.F.F. (Associazione Nazionale Funzionari Forestali) in merito alla proposta del Governo di assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo forestale dello Stato in quelle di forze di polizia e delle amministrazioni locali  l’Associazione Nazionale Funzionari Forestali (A.NA.F.F.), che riunisce direttivi e dirigenti del Corpo forestale dello Stato, avverserà in modo duro e deciso ogni tentativo di SMEMBRAMENTO e/o accorpamento del Corpo forestale dello Stato. Parere favorevole, invece, a forme di collaborazione con altre strutture centrali e locali dello Stato nel segno dell’efficienza e dell’economicità.

Secondo la nota diffusa dall’A.NA.F.F. il Corpo forestale dello Stato fa parte del tessuto storico, sociale e culturale del nostro Paese. Al di là delle funzioni affidategli è da circa 200 anni un sicuro e affidabile riferimento degli Italiani che lo vedono come custode primario per la difesa dell’ambiente e del territorio, nonché la forza di polizia più amata. E’ radicato nelle abitudini, nelle consuetudini e nel costume della Nazione. Si identifica in maniera insostituibile con la stessa idea di tutela ambientale.

E’ proprio questo concetto – riporta nel suo comunicato l’A.NA.F.F. – di condivisa immedesimazione con il patrimonio naturale che lo collega in modo diretto ai cittadini non solo per missione istituzionale, ma soprattutto per riconoscimento generale da parte di tutta la comunità che ne ha sedimentato e riscontrato in quasi due secoli lo specifico valore. Il Corpo forestale è la polizia dello sviluppo sostenibile, lo strumento operativo di una politica attenta a tutti quei valori che possono coniugare sviluppo equilibrato e tutela ambientale. E’ la polizia che garantisce i beni comuni a vantaggio delle generazioni future. E’ la polizia dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’alimentazione. É la polizia che difende in sostanza la qualità della vita“.

Dunque, riferisce sempre l’A.NA.F.F., deve essere questo l’epilogo della gloriosa ed utile Istituzione, è questo il riconoscimento per chi ha costruito la prima coscienza ambientale in Italia, ha creato i parchi nazionali e le aree protette statali, ha inventato la lotta agli incendi boschivi, ha tutelato fauna e flora, ha lottato contro i reati in danno degli animali, ha lavorato contro il dissesto idrogeologico e per difendere il paesaggio, ha contrastato le ecomafie, ha difeso il Made in Italy dalle truffe e dalle sofisticazioni alimentari?

Il premio – aggiunge l’A.NA.F.F. – ora sarebbe lo smembramento in altri rivoli della Pubblica Amministrazione inesperti e quindi non in grado di assicurare l’adeguato livello di difesa ambientale ed agroalimentare. Tutto ciò affinché della Forestale non resti neanche il ricordo, una sorta di damnatio memoriae voluta da un’alchemica e miope ingegneria amministrativa. Siamo proprio certi di non avere più bisogno di tutto ció? Siamo convinti che gli Italiani siano d’accordo. E quale sarebbe il reale vantaggio? Pensiamo prima a chiudere le centinaia di enti inutili, i carrozzoni clientelari e i ridondanti doppioni“.

Perché invece, nel solco della razionalizzazione, dell’efficienza e dell’economicità, non iniziare a realizzare la koinè delle istituzioni preposte alla tutela del territorio e dell’ambiente come ad esempio la Forestale di Stato, i corpi forestali regionali, provinciali e le polizie provinciali che diversamente rimarrebbero monadi isolate e dispendiose? E ancora perché non riorganizzare in senso unitario il sistema delle aree protette, dei 24 parchi nazionali, dei 151 parchi regionali e di un un’infinitá di altri enti gestori. Di contro basti pensare che da solo il Corpo forestale dello Stato gestisce e sorveglia le 130 Riserve naturali statali attraverso un sistema virtuoso che rende più di quanto costa“.

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