tritolo
GEAPRESS –  Un mese di investigazioni e costante osservazione dei porti di Falaridi e Calabernardo, in provincia  di Siracusa. In questa maniera la Sezione Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Siracusa è risalita al materiale esplodende che si pensa essere utilizzato per la pesca di frodo.

Una lunga indagine che ha infine portato nei luoghi in cui alcuni soggetti, ancora non meglio identificati, parrebbero soliti nascondere l’esplosivo. La Capitaneria di Porto sospetta che tale materiale possa provenire da un relitto sommerso, attualmente in fase di ricerca.

Ad essere stati rinvenuti sono  due chili di Trinitrotoluene, meglio noto come Tritolo. Il materiale, infatti, è stato esaminato dagli artificieri dei Carabinieri. Viene a questo proposito sottolineata la pericolosità derivata dall’alto potere dirompente che caratterizza il Tritolo.

Gli artificieri della Marina Militare appartenenti al nucleo SDAI (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno provveduto, su disposizione del Magistrato titolare, alla distruzione dell’esplosivo. Sono invece ancora in corso le analisi a cura del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri di Messina, per la caratterizzazione dello stesso materiale. Ulteriori indagini, invece, per rintracciare gli autori del fatto.

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