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GEAPRESS – Grazie alla decisione presa dalla Giunta Provinciale di Siena, che ieri pomeriggio ha comunicato di interdire la caccia in tana alle volpi (vedi articolo GeaPress) il piccolo canide selvatico può dormire per ora sonni più tranquilli. A continuare ad agitarsi, sono invece le polemiche in merito a cosa ha determinato il cambio di rotta della Provincia. Un comunicato pervenuto nei giorni scorsi da parte di LAC e LAV (vedi articolo GeaPress), aveva infatti preso le distante dalla protesta inscenata presso l’Aula del Consiglio Provinciale (vedi articolo GeaPress ). Questo perchè, avevano riferito le due associazioni,  si sarebbe potuto generare  “un odioso pregiudizio nei confronti di chi rivendica i diritti degli animali”.

La protesta in Aula, come è noto, era stata capitanata dal PAE (Partito Animalista Europeo) che ora ribatte alle critiche che evidentemente si è sentito arrivare addosso. Per il PAE, già il cambio di rotta dell’Assessore provinciale alle caccia che inizialmente aveva confermato il provvedimento e poi annunciato un mese di moratoria, sarebbe dovuto alla polemica sollevata anche mediante la creazione di appositi eventi facebook. Da qui, sempre ad avviso del PAE, la decisione dell’Assessore di inviatare ad abbassare i toni oltre che di rinuncia al provvedimento. Ricordiamo, infatti, che l’intera vicenda si è basata su due momenti principali. La dichiarazione sul mese di moratoria e la decisione di ieri di interdire del tutto la caccia in tana.   Non ci vuole molto, per il PAE, a collegare il tutto al “clima di tensione” che si stava generando.

Alla base della presa di distanza di LAC e LAV dall’iniziativa in Consiglio provinciale, ci sarebbe, ad avviso del PAE, una diversa interpretazione delle parole del Consigliere  Bianchi che aveva sostanzialmente difeso la bontà del provvedimento. Per il PAE era quella la vera intenzione della maggioranza di proseguire con l’attività di caccia alla volpe. Proprio in quel momento, in Consiglio Provinciale, è scattata la protesta. La LAC, invece, aveva già avuto assicurato che la Provincia avrebbe annullato del tutto il provvedimento.

Insomma, se LAC e LAV accusano chi ha inscenato la protesta di potere danneggiare il “serio lavoro di altri” il PAE ribatte asserendo come ad avere fallito con la Giunta provinciale sono i tentativi delle associazioni animaliste.

Due punti di vista decisamente diversi, sui quali è poi calata la decisione della Provincia di interdire del tutto (al di la , cioè, dell’iniziale mese di moratoria) la caccia in tana.

Il dialogo ha fallito, la lotta è l’unica via percorribile“, tuona il PAE il quale, in un successivo comunicato pervenuto dopo la decisione della Provincia, ha richiamato quanto asserito dallo stesse Ente, ovvero “una scelta funzionale a togliere ossigeno a estremismi e contrapposizioni che rischiano di minare alla radice il metodo di confronto democratico fra le diverse istanze e sensibilità in campo“.  Inutile aggiungere chi è che si sente attribuita la paternità della contrapposizione (estrema). Poi i ringraziamenti al consigliere Lorenzo Rosso (Fratelli d’Italia) per “avere interpretato la sensibilità ed il diritto del popolo proponendo la mozione contro la caccia alla volpe“.

Ieri, sulla vicenda, è pervenuto anche un comunicato di Animalisti Italiani che ha riferito di “sterminio delle volpi“. Una “selezione”, ha riferito il presidente dell’associazione Walter Caporale, portata a compimento nel periodo più delicato per la riproduzione e l’allevamento dei cuccioli. L’associazione si era altresì chiesta quali dati sul presunto sovrannumero delle volpi, erano in possesso di chi ha emenato un provvedimento che ignora, sempre ad avviso dell’associazione, il ruolo di predatore. Un motivo in più per denunciare quanto successo, senza aspettare ricorsi al TAR e pareri ISPRA.

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