GEAPRESS – Ritirato il decreto con il quale la Regione Sicilia aveva autorizzato per 40 giorni a partire dall’11 febbraio scorso la pesca del vietatissimo novellame, le polemiche sembrano non doversi ancora concludere.

Da Strasburgo torna a farsi sentire sull’argomento  l’Eurodeputato Andrea Zanoni (IdV), componente della Commissione ENVI al Parlamento Europeo. La scelta del Governatore della Sicilia Rosario Crocetta di ritirare il decreto che consentiva la pesca del novellame, viene giudicata “saggia”.

Per l’europarlamentare non è con le deroghe che si aiutano i pescatori. Inoltre, il mantenimento dello stesso provvedimento avrebbe esposto la Sicilia ai rischi di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Come è noto la pesca del novellame potrebbe essere consentita solo dopo l’approvazione di un apposito piano, che dovrebbe far seguito a particolari studi sull’ecosistema marino. In mancanza di tale atto, ogni autorizzazione di sorta paleserebbe evidenti vizi di legittimità. L’ipotesi, così espressa, non è solo degli ambientalisti ma anche dello stesso Ministero delle Politiche Agricole. Questo, infatti,  aveva così informato le Capitanerie di Porto siciliane in merito al mantenimento del  divieto nonostante il provvedimento della Regione siciliana solo ora ritirato.

Più caustiche le conclusioni di Legambiente che, tramite il suo Responsabile Enzo Bontempo, aveva nei giorni scorsi preso posizione annunciando ricorso al TAR (vedi articolo GeaPress ). Per l’esponente ambientalista quanto avvenuto sarebbe in realtà solo uno spot elettorale, essendo di tutta evidenza l’impossibilità di mantenere un siffatto provvedimento. “Spot elettorale – commenta  Enzo Bontempo – che continua ad avere ancora ora una sua funzione visto che la colpa del mancato prelievo del novellame viene adesso imputata non nell’assurdità del provvedimento ma nelle opposizioni degli ambientalisti“.

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