pesce spada
GEAPRESS – Conclusa con il finire dello scorso anno, la fase clou dell’operazione complessa denominata “LABYRINTH”, disposta su scala nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e coordinata a livello regionale dalla Direzione Marittima di Palermo.

I nuclei ispettivi pesca della Guardia Costiera di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Gela e gli uffici marittimi dipendenti comunicano ora di avere effettuato controlli a 360 gradi sulla cosiddetta filiera della pesca.

Con il fine di contrastare le frodi alimentari e permettere la rintracciabilità oltre la sicurezza del consumatoree, i controlli degli uomini e donne della Guardia Costiera si sono concentrati sui ristoranti, locali tipici, osterie, trattorie, punti di ristoro turistici, locali etnici e sushi, hotel con ristorazione, supermercati, discount, grande distribuzione, pescherie, mercati rionali, punti vendita surgelati, grossisti e piattaforme logistiche nonché sul fenomeno degli ambulanti di pesce su strada, anche al fine di tutelare gli operatori commerciali della pesca che lavorano nell’alveo della legalità.

Il dispositivo impiegato, sotto il coordinamento del C.V. CP) Luigi Galioto, Capo Reparto Operativo della Direzione Marittima di Palermo, ha comportato l’utilizzo di 113 pattuglie automontate, di 11 unità navali e di un totale di 376 militari della Guardia Costiera che hanno proceduto all’intensa attività di verifica nell’ambito dell’intera Direzione Marittima.

In tutto sono stati controllati 24 ambulanti per strada, 72 pescherie, 55 ristoranti, 22 controlli in mare, 144 controlli presso porti e nei punti di sbarco, 19 nei supermercati e grande distribuzione, 25 presso grossisti e mercati ittici.

Tra le tante verifiche degna di nota è il rinvenimento di pescato congelato scaduto da oltre un anno (Palermo, settore all’ingrosso)  oltre 15 cernie congelate non tracciabili e prive di etichettatura. Rinvenuti inoltre, all’interno di una cella frigorifera di un grossista di frutta operante nel palermitano, una notevole quantità di pescato che sarebbe risultato non tracciabile. Si tratta di circa 800 chili di filetti di brosme, arringhe, sarde, filetti di ling. Inoltre, all’interno dei magazzini di un grossista sempre della provincia, sono state rinvenute numerose confezioni di prodotti congelati preconfezionati (circa 50 chilogrammi di polipi, pesce spada, astici e gamberi) senza alcuna etichetta riportante la provenienza, il tipo di prodotto, la data di congelamento e la data di scadenza.

Oltre una tonnellata e mezzo di filetto di nasello della patagonia è stato trovato nelle disponibilità di un grossista. Il pescato sarebbe stato rietichettato quale nasello dell’oceano atlantico, specie molto più pregiata rispetto al nasello patagonico; sono in corso le indagini per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Presso un centro di stoccaggio, invece,  diversi esemplari interi di pesce spada non tracciabili oltre a circa 30 vasetti di polpa di ricci congelata di senza le indicazioni di provenienza e di scadenza.

Sotto la lente di ingrandimento anche i commercianti adibiti alla vendita al dettaglio di surgelati. Un punto vendita della provincia è stato sanzionato ben due volte per violazione degli obblighi di rintracciabilità, nonché per vendita al consumatore di congelati in sacchetti anonimi preconfezionati privi di alcuna informazione (filetti di platessa, pesce pagello, pesce spada, merluzzo e seppie). Analoga violazione è stata accertata presso due negozi di surgelati di Palermo.

Sono stati controllati, specie in prossimità delle festività natalizie e di capodanno, numerosi ristoranti, locali etnici ed hotel con ristorazione.

La Guardia Costiera di Palermo sottolinea come siano stati numerosi i ristoranti non i possesso dei documenti necessari a ricostruire la tracciabilità dei prodotti.

Nello stesso periodo è stata posta particolare attenzione al settore della G.D.O. (Grande Distribuzione Organizzata) ed ai market e minimarket. Anche qui numerose le violazioni accertate anche nei confronti di note catene di supermercati di rilevanza nazionale.

In particolare un supermercato della città di Palermo è stato sanzionato per vendita di prodotto ittico sfuso al banco gastronomia senza alcuna etichetta e/o informazione al consumatore. Un altro noto supermercato, in centro città, vendeva del salmone sfuso senza indicazioni sulla data di scadenza.

Da evidenziare inoltre un supermercato della periferia sud, che vendeva al banco confezioni di julienne di salmone fresco scadute da oltre 20 giorni.

Un appunto particolare infine per quanto riguarda un blitz svolto di concerto alla Questura di Palermo ed al Commissariato Zisa, nell’ambito dei Controlli Integrati del Territorio, nei confronti di ben 5 minimarket etnici, a predominanza del Bangladesh. All’interno dei tali punti vendita, che sarebbero risultati in precarie condizioni igienico-sanitarie (per le quali è stato interessato il competente Dipartimento dell’ASP) sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 100 chilogrammi di merce scaduta (scadenza tra ottobre e novembre 2013) tutti provenienti dalle zone asiatiche: pesce carpa, pesce stella, pesce rampicante, pesce lucertola. Accertate inoltre violazioni di merce senza etichette e senza documenti di tracciabilità.

Per quanto concerne i controlli nelle pescherie, sono state accertate numerose violazioni per la totale/parziale assenza delle previste etichette obbligatorie riportanti le informazioni per i consumatori (denominazione commerciale, provenienza e metodo di produzione); numerose anche le infrazioni connesse agli obblighi di tracciabilità dei prodotti ittici. Da segnalare, in pescheria della zona nord di Palermo, la vendita al dettaglio di prodotti ittici congelati scaduti da tre mesi (settembre 2014) consistenti in calamari del pacifico.
In prossimità della vigilia di Natale è stato inoltre effettuato il primo sequestro di novellame di sarda (cosiddetta “neonata”) della stagione nei confronti di un ambulante in zona Bonagia il quale vendeva il prodotto ittico illegale su un banco nel ciglio stradale. A tal fine di ricorda che la pesca, trasporto, detenzione e commercializzazione di prodotto ittico allo stato giovanile è vietato e costituisce reato.

Un controllo specifico è stato portato a termine lungo le arterie stradali poste in prossimità del mercato ittico di Porticello. Tale attività, svolta di concerto con il Comando Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria, ha consentito il controllo in orari notturni di numerosi veicoli impiegati nel trasporto di prodotti ittici in totale assenza dei documenti obbligatori di tracciabilità, elevando complessivamente nove sanzioni amministrative.

In sintesi, i dati dell’operazione possono così riassumersi: durata operazione: 20 giorni; numero di controlli: 381; illeciti amministrativi contestati: 63 per un valore complessivo pari ad euro 106.000,00; sequestri: 11 per un totale di  5000 chili di prodotti ittici sequestrati; notizie di reato:  6 soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria per vendita di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione e frode in commercio

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