GEAPRESS – Due sequestri di cuccioli in poche ore. Cinque maltesi sequestrati dalla Polstrada di Reggio Emilia (vedi articolo GeaPress) e 72 cuccioli in un furgone diretto nel sud Italia bloccati sempre dalla Polstrada ma a Pian del Voglio (BO). Stante quanto comunicato dagli inquirenti, i documenti dei cani erano assenti o falsi.

Un segnale, qualora ce ne fosse di bisogno, che il mercato dei cani da compagnia è tutt’ora florido. Un segnale, altresì, dell’inadeguatezza della norma, visto che i soggetti, a ben guardare i comunicati delle Forze dell’ordine, non sono poi così ignoti.

Diverse vie di trafficanti che in queste ore hanno avuto in comune l’importante nodo viario emiliano. I terminali, però, parrebbero essere diversi. Non è mancata neanche una finta proposta di acquisto, come è successo nel caso del trafficante piemontese fermato nella provincia di Reggio Emilia. Giorni di attesa alla frontiera. La temperatura, specie di notte, scende abbondantemente sottozero. Si attende ancora ed infine arriva la macchina segnalata.  Seguiranno altre centinaia di chilometri in autostrada ma, a quanto pare, ad avere preceduto il varco italiano, sono altri 1300 chilometri, sempre di autostrada. Poi, il contatto.

L’indagine, curata da Antonio Colonna, Responsabile Nazionale Vigilanza della Le.I.D.A.A, l’associazione animalista presiduta dall’ex Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, conferma la forte richiesta dei poveri animali spesso prelevati in luoghi di certo non molto affidabili. Il soggetto, però, avverte che qualcosa non quadra. Tronca il contatto e si da alla fuga. Qui la segnalazione alla Polstrada e l’intercettazione in autostrada con la scoperta dei cinque cuccioli di cane maltese nel bagagliaio. Erano richiusi in un piccolo trasportino, dirà poi la Polstrada, senza documenti e passaporti individuali.

Nelle stesse ore un altro sequestro. In questo caso si tratta di  72 cuccioli. Il carico viene bloccato nella vicina provincia di Bologna.

Dunque, quasi contemporaneamente, si sovrappongono le diverse vie  di più importatori. Nelle autostrade italiane sfrecciano cuccioli, prelevati in Ungheria, come in Slovenia e Repubblica Ceca. Allevamenti poco conosciuti o intermediari che commerciano anche altri animali, ad esempio esotici. I terminali veri, però, continuano ad essere le nostre case.

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